La diffida di Venditti, la replica ironica di Ferdinandi e l'attacco dei Cinquestelle. In paese non si parla di altro se non dell'intervento del cantautore romano che ha invitato il candidato sindaco di "Piedimonte #ORA" a cambiare "musica" per la sua campagna elettorale con una diffida per uso improprio del suo brano "Dimmi che credi" per fini elettorali. Un consenso che non è stato chiesto e Venditti non ha rilasciato. Per il legale del cantante - Luca Pardo dello studio Ontier Pardo Vicenzi di Roma - l'utilizzo del brano è improprio «dal momento che Venditti non ha mai dato il relativo e necessario consenso».

A intervenire sulla questione il Movimento 5 Stelle di Piedimonte che ha fatto della legalità e della trasparenza un cavallo di battaglia.

«Dopo aver letto improponibili giustificazioni abbiamo sentito l'esigenza di intervenire sulla querelle Venditti contro Ferdinandi. Ci è sembrato allarmante per le sorti del nostro Comune, qualora questa lista civica dovesse avere la meglio su "Azione Comune" del dottor Ettore Urbano e sul Movimento 5 Stelle, che dei quattro avvocati presenti nella suddetta compagine nessuno si sia preoccupato di richiederne la dovuta autorizzazione».

I pentastellati pongono l'attenzione non solo sull'improprio utilizzo del brano, ma soprattutto l'atteggiamento di Ferdinandi e dei suoi che con ironia hanno annunciato che presto «annunceremo il nuovo brano che ci accompagnerà alla vittoria».

«Ancor più grave ci è apparso il loro atteggiamento dopo essere stati smascherati - aggiungono i Cinquestelle - Non hanno chiesto scusa, così come non l'hanno fatto per gli errori commessi nella precedente amministrazione. Ma, con l'arroganza che li contraddistingue, si sono prima paragonati ad Obama e Trump e poi giustificati su Facebook attraverso le parole dell'avvocato Veronica Avella: "Il cantautore non ha prestato consenso all'utilizzo di un suo brano per scopi elettorali", scrive la candidata stravolgendo il reale svolgimento dei fatti. C'è una gran bella differenza tra negare un consenso (mai richiesto) e ricevere una diffida. Non crediamo che l'avvocato Avella o gli altri legali della lista guidata da Ferdinandi siano così sprovveduti da non saperlo. Ora come sempre, hanno scelto deliberatamente di ignorare la giusta procedura e di percorrere la strada più semplice».

I cinquestelle si rivolgono direttamente ai cittadini richiamando l'attenzione sui tanti problemi che affliggono il territorio.

«Siamo d'accordo con voi ma a chi volete affidarne la risoluzione? A chi ha dimostrato di non rispettare le regole ancor prima di arrivare alla guida della nostra città? A chi è incapace di ammettere i propri errori e di assumersi le proprie responsabilità?". Noi del M5S siamo stanchi di essere presi in giro. E voi?».

Antonelli Venditti scrive a Gioacchino Ferdinandi. E lo diffida. Lo diffida a utilizzare una sua canzone per la campagna elettorale della lista civica "Piedimonte #ORA". Al candidato sindaco di Piedimonte San Germano è stato contestato l'uso improprio del brano musicale "Dimmi che credi", canzone del cantautore romano incisa nel 1991. Le parole «Dimmi che credi, dimmi che credi, come ci credo io» avevano fatto da sottofondo alle uscite della compagine pedemontana nei primi comizi elettorali. Una bella canzone, non conosciutissima dai più. Niente di diverso rispetto a tante altre campagne elettorali che utilizzano canzoni famose per le uscite ufficiali. Ma proprio l'uso della canzone è arrivata all'orecchio del noto cantautore. Così Antonello Venditti tramite il suo legale, l'avvocato Luca Pardo dello studio Ontier Pardo Vicenzi di Roma, ha inviato una diffida alla lista "Piedimonte #ORA" per aver utilizzato le parole e la musica di "Dimmi che credi".

Per il legale del cantante l'utilizzo del brano è improprio «dal momento che Venditti non ha mai dato il relativo e necessario consenso». Il cantante è molto attento a questi aspetti. Infatti non è la prima volta che Venditti diffida un politico per l'utilizzo di una sua canzone: era già successo nel 2008 con il deputato dell'Udc, Giuseppe Drago. Non si scalfisce Ferdinandi, grande fan del cantante.
«Siamo fan di Venditti e abbiamo scelto questo suo brano storico perché il passo in esso contenuto "Dimmi che credi" identifica il messaggio di fiducia che vogliamo trasmettere - commenta Ferdinandi - Di certo non è un fatto nuovo. Prima di noi le cronache hanno raccontato che anche i due presidenti degli Stati Uniti, Obama prima e Trump dopo, hanno dovuto cambiare in corsa la colonna sonora della loro campagna elettorale. Non ce ne voglia Venditti, che continueremo ad ascoltare, ma nei prossimi giorni annunceremo il nuovo brano che ci accompagnerà alla vittoria».

Intanto, continua la compagna elettorale: questa sera, alle 20.30, il candidato sindaco Ferdinandi terrà il comizio elettorale nella piazza di Piedimonte alta. E chissà con quale colonna sonora.

di: Antonio Renzi