Un errore nell'intervento che portò alla morte del paziente, primario condannato, in sede civile, a risarcire gli eredi della vittima. Il giudice Antonio Masone del tribunale di Frosinone, in accoglimento dell'istanza promossa dai familiari di Antonio Venditti, morto il 25 febbraio 2008, ha condannato, in primo grado, il primario di Urologia dell'ospedale di Frosinone, Maurizio Turriziani, a risarcire il danno (che sarà coperto dalle assicurazioni) di 802.196,72 euro. La moglie, Renata Passerelli Garzo, e i tre figli, Paolo, Vincenzo e Vittorio, del degente avevano prima promosso un'azione penale, conclusasi con l'assoluzione del medico perché il fatto non costitutiva reato, quindi hanno avviato la causa civile. Il giudice civile ha ritenuto «non pregiudicante l'assoluzione penale» e ha considerato «nel merito la domanda» avanzata dagli eredi del defunto «palesemente fondata».

Pur di fronte a una patologia tumorale, della quale era affetto Antonio Venditti, per il giudice, sulla base della consulenza tecnica, «risulta positivamente accertato... una lesione dell'intestino nel corso di un intervento che avrebbe dovuto interessare altro organo», che l'intervento che mirava a sanare la lesione «non sortì gli effetti sperati», che l'intervento riparatore venne eseguito solo 30 giorni dopo l'intervento nel quale era stata prodotta la lesione e che il paziente è deceduto per «perforazione del retto, peritonite stercoracea, shock settico, cid». Per il consulente nel primo intervento «vennero commessi almeno due errori» e in più «non si può non trascurare l'inadeguatezza per molti aspetti della documentazione nelle cartelle cliniche acquisite». Il magistrato ha ritenuto «che non può essere in alcun modo giustificato il ritardo/insufficienza degli interventi che avrebbero dovuto "limitare i danni" della (presunta imprevedibile) complicanza».

Il giudice non ha dubbi sulla «responsabilità, di natura contrattuale, della Asl di Frosinone, nonché del dottor Turriziani». Trattandosi di fatti del 2008, nessuna rilevanza hanno le modifiche introdotte dal decreto Balduzzi. Il magistrato ha condannato il primario a risarcire (ma lo faranno le assicurazioni) 203.749,91 euro alla moglie della vittima, nonché 199.482,27 euro per ciascuno dei tre figli. Al termine del procedimento, la famiglia Venditti-Passarelli Garzo sostiene che è «finito un calvario» e che si è fatta una «meritata giustizia». Quindi, ringrazia «per tutto il lavoro ben svolto e per le attenzioni avute per il caso gli avvocati Lucia Pereno e Marco Marani, che si sono occupati della causa civile, e l'avvocato Armando Pagliei che invece ha seguito il procedimento penale».