Il procuratore nazionale anti-mafia Franco Roberti in ateneo a Cassino per partecipare a un convegno sul tema ambientale. Aula magna in silenzio mentre si parla - in questo momento - di traffici illeciti di rifiuti in terre splendide del Belpaese, deturpate dal malaffare. "Devastazione ambientale disastrosa e guadagni ingenti" con profitti da capogiro. Ha detto. Indagini certosine quelle condotte dalla direzione nazionale antimafia nei tanti casi sotto esame, per questo Roberti può affermare che "il sistema della gestione rifiuti nazionale si basa sulla commistione tra attività legali e illegali che ha portato a una crisi di funzionalità del sistema stesso.

In Italia si rispetta la legge fino a che si rispettano i profitti ipotizzati dalle attività messe in piedi". C"è anche il fronte delle false polizze assicurative, prodotte dalla criminalità organizzata, che opera all'interno dei sub appalti. E poi ci sono falle nel sistema delle certificazioni anti-mafia, sia sui rifiuti che sui migranti. Entro il limite del 10% di partecipazione non servono certificazioni anti-mafia. Ecco come entrano le imprese camorristiche nei sistemi puliti e controllati. Un discorso, quello del procuratore nazionale, in una terra che presenta tante, troppe criticità ambientali con inchieste aperte dalla procura di Cassino. Come pure caldo è il tema dei migranti e della gestione delle cooperative.