Tangenti nella Marsica per l'ammodernamento della pubblica illuminazione, l'inchiesta partita dalla Ciociaria arriva a conclusione. Ai 37 indagati, tra cui due ciociari, è stato recapitato, dalla procura di Avezzano, l'avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Come già accaduto per l'indagine sugli appalti nei Comuni di Monte San Giovanni Campano e Castro dei Volsci, tutto nasce dalle dichiarazioni accusatorie dell'imprenditore di Boville Ernica Angelo Capogna, nella duplice veste di indagato e parte offesa. Sulla base della denuncia presentata da quest'ultimo, assistito dall'avvocato Giuseppe Dell'Aversano, titolare della Saridue, la procura di Avezzano ha inizialmente indagato 25 persone tra amministratori e tecnici di Comuni della Marsica, ora saliti a 37.

Oltre allo stesso Capogna, 43 anni, risulta indagato un imprenditore di 49 anni, sempre di Boville, Fabio Buccitti, assistito dall'avvocato Giampiero Vellucci. Con loro ci sono molti personaggi pubblici tra cui consiglieri comunali ed ex assessori di Avezzano, ex sindaci di Villavallelonga, Celano, Castellafiume, Ortucchio e Collelongo, altri amministratori, tecnici e consulenti abruzzesi.

In base alla denuncia di Capogna, per vincere gli appalti sarebbe stato costretto a pagare amministratori e intermediari. Tangenti, ma anche regali come auto, orologi di lusso, sponsorizzazioni per squadre di calcio, porchetta per la festa di rielezione di un sindaco, lavori gratis nelle case di amministratori o per opere pubbliche aggiuntive in vista delle elezioni, lavori da assegnare ad altre ditte, nonché assunzioni di parenti e conoscenti dei politici e perfino la quota di 1,50 a punto luce per ogni anno di contratto.

Tra le accuse contestate, pure allo stesso Capogna (in qualità di compartecipe), c'è l'associazione a delinquere costituita «allo scopo di commettere una serie di delitti contro la pubblica amministrazione nella specie dei delitti di corruzione e di turbativa di asta, realizzando come reati scopo l'alterazione delle procedure di gara indette da parte dei Comuni di Trasacco, Ortucchio, Villavallelonga, Collelongo, Castellafiume, Celano e Avezzano» utilizzando una serie di intermediari fra gli amministratori locali e lo stesso Capogna «al fine di renderli verso quest'ultimo compiacenti a fargli compiere atti contrari ai doveri d'ufficio, ossia fargli affidare previo svolgimento di gare fittizie» alla Saridue «i servizi di illuminazione pubblica, così commettendo i delitti di corruzione, turbata libertà degli incanti e falso ideologico». I reati sarebbero stati consumati dal 2009 al 2014, quando poi la Saridue è fallita.

A Bucciti, invece, è contestato il reato di riciclaggio con l'accusa di aver emesso una fattura di 70.320 per operazioni inesistenti, somma poi versata dal Capogna per l'intermediazione nella gara d'appalto di Avezzano. Capogna che ha sempre denunciato di esser stato costretto a pagare per lavorare, è vittima anche di diversi episodi di usura a seguito di alcuni prestiti che aveva richiesto sui quali gli sono stati imposti tassi usurari, ma anche di estorsione per le sponsorizzazioni, i lavori e le assunzioni.