Rendono più della droga. Per la mafia nera che comandava su Roma gli immigrati erano un business favoloso. L'idea di trasformare il sociale in un affare alletta moltissimo. Nelle tasche di chi gestisce l'emergenza, che a volte nulla ha a che fare con la carità cristiana, finiscono 27 euro al giorno. Che si traducono in ben 810 euro al mese per ciascun profugo. A fine anno, calcolatrice alla mano, per i 1.100 extracomunitari presenti nel capoluogo si spendono poco meno di undici milioni di euro.

E mentre qualche coop mette i soldi in tasca, i richiedenti asilo girano in branco. A volte basta una passeggiata per sentirsi i loro occhi addosso e la sensazione di non essere "padroni" della propria città. Ogni metro è un commento. Il più fastidioso è quel "psssss, dove vai tutta sola?" che spesso le ragazze devono subire. Seguito da una lunga serie di occhiate e da un "se vuoi ti accompagno", che fa scendere i brividi lungo la schiena, se viene sussurrato dopo il calar del sole e quando intorno non c'è anima viva.

E chi ne soffre di più sono proprio quelle persone che non vogliono sentirsi razziste e che ritengono che camminare per strada, senza essere importunate, sia un diritto fondamentale. Gli approcci che alcuni richiedenti asilo fanno, anche se sono solo parole, rappresentano una forma d'aggressione. Episodi del genere si susseguono giornalmente.

A raccontare il clima di tensione, che si respira in diversi paesi della provincia, al rientro a casa dopo una dura giornata di lavoro o di scuola, sono famiglie e studenti. Che non ne possono più. «Ci troviamo ogni giorno al cospetto di ragazzi extracomunitari che giocano a fare i prepotenti». Spiegano alcuni residenti della parte alta di Frosinone. «Spesso stazionano nei punti di ritrovo, sono sempre in branco e si divertono a spaventarci. Noi non siamo razzisti. Ma se vogliono integrarsi, anche loro devono portare rispetto».

L'ultimo caso è scoppiato in via America Latina. «Contattati dai cittadini, abbiamo effettuato un blitz - fa sapere il candidato sindaco di CasaPound, Fernando Incitti - e abbiamo verificato la presenza di appartamenti destinati a finti profughi, pagati con i soldi pubblici, mentre innumerevoli famiglie di Frosinone non arrivano alla fine del mese e faticano a mantenere un tetto sulla testa, aiutate e difese solo da CasaPound. Finti profughi che organizzano "feste" negli appartamenti, che giocano a pallone, che escono a fare la spesa con smartphone e cuffiette, mentre gli italiani vengono abbandonati al proprio destino. Pretendiamo delle risposte dall'amministrazione comunale, visto che ormai in ogni quartiere del capoluogo si verificano queste situazioni. Quando a giugno saremo in consiglio comunale, il primo passo da fare sarà quello di lavorare per chiudere tutti i centri di accoglienza per i finti profughi - conclude - e rimettere gli italiani al centro di qualsiasi progetto sociale e amministrativo, investendo i fondi che ad oggi vengono regalati alle cooperative che gestiscono il business dell'accoglienza».