Una trappola escogitata forse per giustificarsi agli occhi di suo marito. E una messa in scena da libro giallo, con tanto di rapimento e violenza carnale. Tutto un bluff, almeno secondo il sostituto procuratore del tribunale di Cassino Roberto Bulgarini Nomi che ha chiesto l'archiviazione delle pesanti accuse a carico di Fabio Capobianco, 33anni di Isola del Liri.

L'uomo fu querelato nell'ottobre del 2014 per atti persecutori e poi arrestato nel dicembre del 2016 per sequestro di persona e violenza sessuale. Venne infatti denunciato da una donna di dieci anni più grande, Monica Battaglia, anche lei residente a Isola del Liri, sposata, che raccontò alla polizia di una serata da incubo: il giovane l'avrebbe raggiunta in un ristorante della zona mentre era a cena con il consorte, qui l'avrebbe chiamata da parte con una scusa, rapita, trasportata con la forza a casa sua e violentata. Accuse pesantissime che tratteggiavano un profilo socialmente pericoloso dell'uomo. Che infatti venne arrestato.

Le successive indagini, però, hanno raccontato una verità diversa, svelando il vero piano criminale: quello ordito da lei forse per sbarazzarsi del giovane amante e giustificarsi con suo marito. Fatto sta che gli inquirenti hanno verificato la veridicità della versione resa dall'uomo, difeso dall'avvocato Danilo Iafrate: da tempo i due avevano una relazione sentimentale; la sera dell'arresto lei chiama lui per farsi andare a prendere al ristorante; escono insieme dal locale, vanno a trovare una coppia di amici con i quali prendono un caffè e poi a casa di lui per finire in bellezza la serata. Il tutto con la donna perfettamente consenziente.

Ne è convinto il pubblico ministero del procedimento che si è aperto al tribunale di Cassino (giudice per le indagini preliminari Massimo Lo Mastro), che nella richiesta di archiviazione delle accuse a carico dell'uomo scrive: "Alla luce di tutte le attività di indagine poste in essere successivamente all'arresto del Capobianco non pare, a parere dello scrivente pubblico ministero, che possa essere avanzato alcun dubbio circa l'inattendibilità delle dichiarazioni della persona offesa relativamente al presunto sequestro di persona, con successiva violenza sessuale, di cui la stessa sarebbe stata vittima ad opera del Capobianco". Ora si attende la decisione del Gip. E lei rischia una denuncia per calunnia.