Omicidio Emanuele Morganti, prosegue l'indagine da parte degli investigatori per cercare di arrivare alla verità in merito alla morte del ventenne, dopo l'aggressione mortale avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 marzo all'esterno del locale "Miro" a Piazza Regina Margherita, ad Alatri. Oggi gli abiti di Emanuele verranno analizzati per scovare tracce biologiche dei suoi aggressori, ma le investigazioni scientifiche dell'Arma riguarderanno anche lo sfollagente e un tubo in ferro.

Gli abiti che quella sera Emanuele indossava, macchiati di sangue e intrisi di sputi, finiranno quindi sotto la lente degli investigatori del Ris. La richiesta è stata avanzata dall'avvocato Pavia che assiste la famiglia Morganti. Gli inquirenti, con ogni probabilità, chiederanno al Reparto investigazioni scientifiche di comparare le tracce biologiche presenti su maglia e pantalone con quelle dei suoi aggressori. Ma non solo. L'esame tecnico irripetibile, fissato oggi, riguarderà anche un tubo di ferro e persino un manganello. Dalle strette maglie del riserbo istruttorio non è però emerso se è quello di legno sequestrato a uno dei buttafuori la sera stessa dell'aggressione, oppure se gli investigatori abbiano finalmente scovato l'oggetto al quale danno la caccia ormai da oltre un mese. L'attività investigativa della procura di Frosinone prosegue, quindi, senza sosta.

Anche in questi giorni si sono susseguiti una serie di summit tra gli ufficiali dell'Arma, il procuratore De Falco e i sostituti Coletta e Misiti. I vertici sono serviti per fare il punto sulla situazione e valutare gli elementi raccolti. Il pool investigativo non intende tralasciare nessun elemento. Oggi intanto questo esame, che potrebbe dare una svolta all'inchiesta.