Beni confiscati alle mafie. In provincia esistono e sono numerosi: terreni, case, appartamenti, locali. Un patrimonio prezioso che va utilizzato e restituito alla società.

Con questo preciso obiettivo, ieri mattina, alle 9,  è stata convocata una riunione in prefettura per favorire una particolareggiata ricognizione sull'utilizzo dei beni confiscati alle mafie, già assegnati agli Enti del territorio provinciale. In particolare, sono state analizzate tutte le problematiche inerenti il loro riutilizzo attraverso interventi congiunti da parte dei sindaci e dei componenti del nucleo di Supporto Beni Confiscati.
Presenti i sindaci di Arce, Ferentino, Guarcino, Pontecorvo, Sant'Elia, nonché il Commissario Prefettizio del Comune di Fiuggi e i membri del nucleo di Supporto Beni Confiscati mentre a presiedere l'incontro c'era la dottoressa Zarrilli.
«I beni immobili singolarmente confiscati, nella maggior parte dei casi, presentano gravi criticità. Esse consistono principalmente in ipoteche accese con banche, di confische di quote di immobili, difficili da gestire, anche per la concomitante presenza di procedure fallimentari che ne rendono impossibile la consegna ai Comuni. Esistono, inoltre, immobili non accatastati ed altri illecitamente occupati - ha dichiarato la dottoressa Zarrilli - Il superamento di tali criticità, passa attraverso il forte e costante impegno delle Istituzioni dello Stato, degli Enti locali, della società civile e il mondo dell'associazionismo, in uno sforzo congiunto e sinergico, che renda possibile la piena fruibilità dei beni confiscati, affinché vengano inseriti in percorsi progettuali di pratico riutilizzo e conversione per fini sociali. Oggi, grazie a un apprezzabile e significativa forma di aggressione ai patrimoni delle mafie, non solo si riaffermano i fondamentali valori di legalità e civile convivenza ma si infliggono duri colpi alle organizzazioni criminali».

Il sogno è proprio quello di dare un segnale forte, inequivocabile. Ecco perché il prefetto ha aggiunto: "Vorrei che si ampliasse la cultura di gestione del bene confiscato per avere un ritorno di legalità sul territorio attraverso la confisca ad associazioni delinquenziale per fare in modo che il bene sottratto al malaffare posso essere usufruito dalla cittadinanza. Affinché la gente possa calpestare in piena libertà un terreno appartenuto ai malavitosi: sarebbe questa la dimostrazione più forte".