Una chiamata ai vigili del fuoco e un intervento in una fredda sera invernale. La canna fumaria in pezzi e mattoni che cadono dal tetto giù in veranda e in giardino. Il proprietario della villetta di campagna del Cassinate infuriato accusa il suo spazzacamino. Secondo il sessantenne, infatti, il tecnico avrebbe la colpa di non aver eseguito in maniera corretta la pulizia all'inizio dell'inverno. La fuliggine sarebbe rimasta nella canna causando poi il surriscaldamento dei mattoni e le fiamme che avrebbero poi causato il danno irreparabile mettendo a rischio anche la sua famiglia.

Lo spazzacamino dal canto suo avrebbe invece spiegato di aver effettuato i lavori di manutenzione seguendo il procedimento corretto, che ha sempre applicato al camino del signore negli ultimi anni e che rispetta durante tutti gli interventi. I due finiscono in aula e la parola passa ai periti che dopo aver eseguito controlli sulla struttura, o quello che ne era rimasto, hanno invece svelato il mistero e la reale causa che ha generato l'incendio che ha causato la rottura della canna fumaria. Piatti di plastica e bottiglie gettate nel fuoco che, squagliandosi, si sono depositate sulle pareti incandescenti surriscaldando tutta la struttura e alimentando le fiamme. Il sessantenne ha dovuto pagare le spese, chiedere scusa al suo spazzacamino e ricostruire la canna fumaria.