"Trauma cranico e frattura delle ossa nasali. La prognosi è di quindici giorni salvo complicazioni". Così recita il referto stilato dai medici del pronto soccorso dell'ospedale di Frosinone che il 16 aprile hanno prestato le prime cure al ventiquattrenne di Strangolagalli aggredito per futili motivi all'interno del Bar Cavour.

Dopo quell'episodio, che ha fatto scattare due denunce per "lesioni personali volontarie e minaccia in concorso" a carico degli aggressori del giovane, due cepranesi di 35 e 28 anni, entrambi già noti alle forze dell'ordine, i carabinieri della stazione di Ceprano hanno intensificato i pattugliamenti e i controlli nelle vicinanze del noto bar del centro, raccogliendo prove circa la frequente presenza di soggetti pregiudicati.

Da qui la richiesta inoltrata alla Questura di Frosinone che ha disposto la chiusura del locale per sette giorni. È l'effetto dell'articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza culminato con l'ordinanza del questore notificata ai titolari del bar il 28 aprile scorso dagli stessi carabinieri. «Un fatto eccezionale per Ceprano che resta una cittadina tranquilla», commenta il sindaco Marco Galli che sull'episodio del Bar Cavour vuole discutere con la cittadinanza.

"La Ceprano che vogliamo" è il tema dell'incontro pubblico che Galli è intenzionato a organizzare per confrontarsi con i cepranesi alla luce del brutale pestaggio. Il sindaco stigmatizza l'accaduto, ma ribadisce la sua idea di governare una città «sana» in cui la violenza non è la regola ma l'eccezione. «Si è trattato di un episodio grave, sicuramente, che non doveva accadere - dice il primo cittadino - Forse è il caso di riflettere insieme per evitare il ripetersi di situazioni che nulla hanno a che fare con il corpo sano di un'intera città. Ceprano è un luogo tranquillo e questa condizione deve essere difesa dalle istituzioni e dall'intera comunità. A breve mi farò promotore di un incontro pubblico per chiarirci le idee sulla Ceprano che vogliamo, nella speranza che vi sia una grande partecipazione in rappresentanza di tutti i settori della nostra comunità. Ripeto. Ceprano è una città sana, dove la violenza è ancora una rarissima e inaccettabile eccezione e confrontarci ora su questi temi vuol dire tutelare la comunità, proteggendo il futuro dei nostri giovani».