Neanche la morte li ha separati. Sono stati più forti. Se ne sono andati lo stesso giorno, ancora una volta insieme, a distanza di una manciata di ore l'uno dall'altra. Nel cuore della notte prima lui: Giò Battista Pietrosanti, per tutti «Titta», 84 anni di Latina, poi alle due di pomeriggio lei, la moglie, Diana Mazzucco, 81 anni, che lo ha accompagnato. Sono morti insieme per cause naturali. Erano sposati da una vita: dal 1963, il 24 giugno avrebbero festeggiato 54 anni di nozze. Titta si era innamorato di Diana per un motivo: la sua eleganza, il fascino e la serietà. Si erano visti e innamorati in una città profondamente diversa rispetto a quella di oggi, più viva e spensierata, più piccola e raccolta dove tutti si conoscevano, anche di vista, e Titta, che era un amico del fratello di Diana, aveva intuito che quella ragazza mora poteva essere la donna della sua vita. E così è stato. Una scintilla, poi l'amore e il matrimonio, due figli, Giovanna e Alessandro, tre nipoti e tanti amici che ora li piangono. Sì insieme.

Nell'ultimo periodo le condizioni di marito e moglie si erano complicate ed erano stati portati in ospedale, anche in questo caso insieme, per delle complicazioni: lui il sabato, lei la domenica, e al Goretti sono spirati in un certo senso mano nella mano, a testimonianza anche del forte rapporto unico e indissolubile che li legava. Erano andati in pensione da tempo e vivevano in una casa a poca distanza dal Tribunale, in centro: Titta era stato per molti anni responsabile della mensa dell'azienda Recordati di Campoverde. Era originario di Bassiano ma da sempre viveva a Latina. Era un tipo estroverso con la battuta pronta, un compagno amabile per Diana che era nata a Terracina ma da sempre anche lei viveva a Latina in centro. Era stata una delle prime commesse del negozio La Casa Veneta quando era in piazza della Libertà, poi aveva lasciato il lavoro dedicandosi interamente alla famiglia. Era stata questa la sua missione. Diana era riservata e socievole e con Titta aveva formato una bella coppia, assortita, unica e che si sapeva punzecchiare e amare. «Quella di mamma e papà - racconta la figlia Giovanna - è stata una grande testimonianza d'amore». Questa mattina alle 11 i funerali nella chiesa dell'Immacolata.