Un'azienda che finisce nel mirino del fisco. E che, ritenendo l'accertamento non corretto, decide di rivolgersi all'autorità giudiziaria. Una lite tributaria come tante non fosse per un piccolo, ma decisivo particolare. Equitalia, nel proporre ricorso per Cassazione, ha sbagliato le procedure di notifica e per questo motivo l'atto dell'agenzia di riscossione, che contestava un provvedimento favorevole emanato dalla commissione tributaria regionale, è stato dichiarato inammissibile. Si è così avverato il sogno di ogni contribuente alle prese con il fisco: vedersi riconoscere le proprie ragioni per un errore della stessa agenzia di riscossione.

Equitalia Sud aveva trascinato una srl della provincia di Frosinone fino in Cassazione. Nello specifico era stata impugnata la sentenza del dicembre del 2014 con la quale la commissione tributaria regionale del Lazio, sezione distaccata di Latina, aveva accolto l'appello proposto dalla società contro la sentenza di primo grado, della commissione tributaria di Frosinone, che aveva respinto il ricorso contro l'intimazione di pagamento di tributi erariali. La commissione regionale aveva ritenuto fondata l'eccezione di "nullità derivata" dell'atto impugnato per «vizio insanabile della notifica delle cartelle di pagamento cui lo stesso si riferiva, essendo avvenuta a mezzo posta e dovendosi ritenere tale modalità non consentita all'agente della riscossione dalla vigente normativa».

Tuttavia, il ricorso presentato da Equitalia è stato dichiarato inammissibile. Questo perché «l'impugnazione per cassazione è stata notificata direttamente dal procuratore costituito della ricorrente, che tuttavia non ha attestato che tale adempimento processuale era fatto in attuazione delle specifiche prescrizioni» della legge «non avendo nemmeno redatto la pur indispensabile relata di notifica». La Cassazione ha fatto riferimento ad altre pronunce dello stesso organo con riferimento alla «possibilità concessa al ricorrente o all'appellante... di proporre ricorso anche mediante la consegna diretta o la spedizione a mezzo posta» che «non si estende al ricorso per cassazione, la cui notificazione deve pertanto essere effettuata esclusivamente nelle forme previste dal codice di procedura civile, a pena di inammissibilità rilevabile d'ufficio».