Pazza primavera. L'aria fredda arrivata nei giorni scorsi non accenna a lasciare la Valle di Comino con il risultato che ieri mattina all'alba nella piana di Atina sono stati registrati fino a due gradi sotto zero, con conseguenze nefaste per i prodotti da orto, molti dei quali coperti da brina sono già stati "bruciati".
Preoccupati gli agricoltori impreparati a queste giornate di freddo: è ormai da mercoledì scorso che le temperature sono diminuite e faticano a riportarsi sui valori medi del periodo. Nel frattempo i rimedi delle famiglie sono quelli tipici da pieno inverno: impianti di riscaldamento e camini accesi, la mattina e la sera il cappotto.
Ma è l'agricoltura quella che sta risentendo di più del meteo: «La brina di queste mattine sta rovinando gli ortaggi» è la preoccupata lamentela della titolare di un'azienda agricola di Settignano, frazione di Atina. A farne le spese le germogliazioni e le fioriture con gravi danni anche su peschi, albicocchi, peri e acacie. Il pericolo incombe inoltre alla produzione vitivinicola che, se quest'ondata di gelo non recede, può compromettere l'annata. Anche l'acqua dell'irrigazione canalizzata è a temperature basse, cosa che contribuisce ad acuire i disagi.
Mentre il freddo ha fatto ritorno quando tutti credevano (a torto) che l'inverno fosse alle spalle, la pioggia non ha fatto il suo dovere. Le riserve di acqua sono al limite: le temperature relativamente alte delle scorse settimane hanno fatto sciogliere anzitempo la neve sui monti. Se il resto della primavera non rimedia, il problema della siccità si potrà presentare ben prima dell'estate.
E così quando tutti si aspettavano piogge e clima mite, è arrivata una settimana di freddo fuori stagione con temperature invernali anche in pianura. Soccorrono le ultime previsioni che parlano di una graduale risalita delle temperature. Cosa che tutti sperano.