Franco Castagnacci passa al contrattacco. E lo fa presentando alla caserma dei carabinieri una denuncia, probabilmente contro ignoti. Il 50enne di Alatri, indagato per l'omicidio del 20enne Emanuele Morganti e padre del 27enne Mario (in carcere per lo stesso motivo insieme a Paolo Palmisani e Michel Fortuna), ha così deciso di reagire alla serie di atti intimidatori e alle minacce ricevuti negli ultimi giorni. 

Prima, pochi giorni fa, tornato a casa ha trovato il suo cane morto, probabilmente ucciso con una polpetta farcita di chiodi. Poi, l'altro giorno, di sera ha sentito citofonare alla sua abitazione di Colleprata, ad Alatri. Sceso al cancello, si è sentito chiamare da una persona che gli avrebbe detto "esci, dobbiamo parlare". Avvicinatosi un po' di più, ha improvvisamente notato altre quattro persone che si univano alla prima con fare non proprio amichevole. A quel punto Castagnacci si è tirato indietro, senza però, per via del buio, riuscire a vedere in volto nessuna delle persone arrivate fin sotto casa sua. Nella stessa giornata, una sua amica, mentre era per i fatti suoi, avrebbe ricevuto pesanti minacce. 

Da tutta questa serie di fatti è scaturita la decisione del 50enne di presentare una denuncia ai carabinieri di Alatri al fine di cautelarsi nei confronti di eventuali altri atti intimidatori, di minacce o di qualcosa di peggio. 

Insomma, una situazione sempre tesa, per non dire esplosiva, quella creatasi dopo il massacro di Emanuele per mano di un branco inferocito e senza pietà. Un clima pesante e a dir poco nervoso, che, ormai ad un mese dall'assassinio del giovane di Tecchiena, non accenna a rasserenarsi.