Clima incandescente a dir poco. La campagna elettorale per le comunali promette scintille. Ed il caso delle scritte sui muri, apparse alla vigilia di Pasqua, aggiunge altra benzina sul fuoco. Nella notte tra venerdì e sabato, in tre punti diversi dalla città, sono comparse scritte con la vernice spray. In due casi politiche, in un altro è vandalismo.

I muri sono stati imbrattati nel quartiere Giardino e in via De Gasperi, nel primo caso è stata presa di mira la chiesa di Sant'Elisabetta, sulla cui parete laterale è stato vergato con la vernice rossa il testo di una canzone di Caparezza. Tre ragazzi, notati dai residenti, sono stati interrotti e si sono dati alla fuga. Non distante, accanto al protone d'ingresso dell'ex mattatoio, ora Casa della cultura, è stata fatta una scritta, con la vernice spray nera, inneggiante a CasaPound. Nella stessa notte attaccato il cub Lebò di via De Gasperi dove si riuniscono i 5 Stelle. È stata fatta una scritta offensiva nei riguardi dei grillini con tanto di stella a cinque punte, che ricorda le Brigate rosse.

Del caso si sta interessando la Digos, con la quale gli attivisti pentastellati hanno preso contatto in previsione dif ormalizzare, passate le feste, una denuncia. I militanti del movimento hanno sollevato una questione politica: il reale funzionamento delle telecamere posizionate per il progetto della sicurezza in città.

Puntuale è arrivato l'intervento del sindaco Nicola Ottaviani. Il quale ha espresso solidarietà al candidato a sindaco del movimento Cinque stelle, condannando ogni forma di violenza e gli episodi di inciviltà con riferimento ai manifesti selvaggi. Per le affissioni in spazi non riservati alla propaganda politica, Ottaviani ha chiamato in causa CasaPound. Sulla polemica delle telecamere il primo cittadino ha aggiunto: «Le oltre 300 installate saranno utili non soltanto ad individuare i responsabili di manifestazioni brillanti solo nella stupidità, imbrattando i muri, ma anche per sanzionare l'altro genere di sopruso che, ancora oggi, si ripete in danno delle pensile e degli altri impianti pubblici».

Non si è fatta attendere la replica di Fernando Incitti, candidato sindaco di CasaPound. «Riguardo le stesse scritte e affissioni abusive delle quali veniamo accusati - ha detto - visto che il sindaco si riempie la bocca con le centinaia di telecamere installate in giro per Frosinone se ha uno straccio di prova che siano state realizzate sotto la nostra supervisione lo faccia presente con i fatti e non con le chiacchiere».