Il nome dell'operazione a firma del Nucleo di Polizia tributa- ria della Guardia di Finanza di Frosinone è evocativo: "Caccia al tesoro". Dentro ci sono finiti qua- si due milioni di euro sottoposti a sequestro preventivo, dodici indagati per peculato - tra cui diversi nomi illustri della politica loca- le, come quello dell'ex sindaco Petrarcone, dell'ex assessore al Bilancio, Salera, e dell'attuale assessore comunale al ramo, Schimperna - e una serie di complessi accertamenti che hanno riguardato i comuni di Cassino, Sora e Isola del Liri.

Nel mezzo un'attività certosina che avrebbe permesso agli uomini del colonnello Michele Mongilli di mettere le mani su un "buco" relativo ad un lasso di tempo di almeno 4 anni e che riguarderebbe le tasse comunali che i cittadini di Cassino ed Isola del Liri hanno pagato alla Gosaf, società campana affidataria della gestione dei servizi di tesoreria, riscossione, liquidazione e accertamento dei tributi locali. Somme che, però, secondo la ricostruzione degli inquirenti non sono state mai versate nelle casse dei comuni.

L'operazione

Il procedimento nasce da un'attività di indagine posta in essere dalla Guardia di Finanza di Frosinone nei confronti della Gosaf all'indomani di alcune vicende giudiziarie che avevano interessato la società (con la sua cancellazione dall'Albo di quelle abilitate all'espletamento del servizio) e alla dichiarazione di fallimento del 2 dicembre del 2015 presso il tribunale di Benevento. Poiché la stessa Gosaf, dal 2002, era risultata affidataria dell'attività di accertamento e liquidazione dei tributi (Ici e Tarsu) e dal 2009 anche dell'accertamento e riscossione del canone idrico, la posizione della società campana era finita quasi de plano sotto la lente degli uomini del Nucleo di Polizia tributaria di Frosinone che hanno iniziato a raccogliere elementi preziosi e dati interessanti confluiti nell'inchiesta coordinata dal procuratore D'Emmanuele e dal sostituto Marina Marra.

Un'inchiesta in cui sono finiti i nomi di 12 indagati. Ma il sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria delle somme di denaro «sottratte alle casse comunali - spiegano in una nota le Fiamme gialle - costituenti il profitto del reato, individuato in circa 1.750.000 euro» ha riguardato soltanto quattro posizioni.

Nel dettaglio sono chiamati a rispondere di peculato (ma con profili di responsabilità differenti ipotizzati dalla procura per i pe- riodi indicati dalle indagini): Antonio Paolo Rossi, dirigente del terzo settore finanziario del Comune di Cassino; Luca Alteri, segretario comunale e dirigente pro tempore del servizio Finanziario di Cassino - e attuale segretario comunale di Alatri - e Luigi Consales, dirigente pro tempore del medesimo servizio; Michele Fragnoli, segretario comunale e dirigente pro tempore del servizio Finanziario, carica ricoperta anche da Alba Olandesi. Indagati anche Giovanni Francesco Casale, responsabile del Servizio tributi; Enzo Salera quale assessore al Bilancio; Giuseppe Golini Petrarcone in qualità di sindaco pro tempore e Ulderico Schimperna (attuale assessore al Bilancio) nella veste di presidente del collegio sindacale e poi amministratore unico della Gosaf. Per il comune di Isola del Liri: Vincenzo Piccoli, nella sua qualità di presidente del Cda, procuratore e amministratore di fatto della Gosaf e il suo collaboratore Giuseppe Rossetti, dipendente della società e Laura Gabriele. Il sequestro preventivo ha riguardato Piccoli, Schimperna, Rossetti e Gabriele.

 

Assise di fuoco: difesa "in diretta" per Schimperna, Salera e Petrarcone

Il dissesto è stato evitato, lo scandalo no. Il consiglio comunale di ieri mattina che in molti aspettavano per l'approvazione del bilancio ha subito non pochi scossoni dopo la notizia delle indagini cristallizzate sulla Gosaf. Un'inchiesta che ha coinvolto di- rettamente almeno tre degli esponenti in Consiglio: l'attuale assessore al Bilancio, il professor Ulderico Schimperna; il suo "ex", Enzo Salera e l'ex sindaco Petrarcone.

Tra un emendamento e una discussione è stato inevitabile l'intervento del sindaco D'Alessandro: «La storia umana e professionale del professor Schimperna, persona perbene è nota a tutti in città. E, pertanto, confermo a lui la mia stima professionale, umana e politica. Inoltre ho grande stima della polizia tributaria come pure nell'opera della magistratura sulla quale nutro da sempre grande rispetto sia istituzione che professionale». La partita, su un piano giudiziario, è tutta da giocare. Gli indagati hanno davvero molte frecce al proprio arco per ribattere punto per punto la loro estraneità ai fatti contestati.

Salera e Petrarcone spiegano

«Possiamo asserire con certezza di essere totalmente estranei alle eventuali responsabilità per qualsivoglia ipotesi di reato. Ciò non è frutto di una valutazione personale, ma è quanto il gip del Tribunale di Cassino ha sancito nel provvedimento di sequestro preventivo nei confronti degli indagati Piccoli, Schimperna, Rossetti e Gabriele disponendo il sequestro per equivalente sulle somme di denaro o in alternativa di beni mobili e immobili rientranti nella disponibilità di ciascuno dei predetti indagati. Nello stesso provvedimento il gip ha rigettato la richiesta di sequestro preventivo nei confronti degli altri indagati per "difetto di fumus di reato nei loro confronti". In sostanza gli amministratori di Cassino, sempre secondo il gip hanno "operato in tempi ragionevoli nei confronti della Gosaf per il rimborso delle somme e non han- no omesso attività di vigilanza e controllo nel porre azioni nei confronti della stessa società. In aggiunta a quanto sopra e che ci scagiona da ogni ipotesi di reato - hanno concluso - possiamo affermare senza paura di smentita che il comportamento della nostra amministrazione è stato al contrario sollecito dapprima nel ridurre il compenso previsto per la riscossione a vantaggio della predetta Gosaf e poi successivamente nel risolvere il contratto in essere e ancora più avanti nell'attività di recupero delle somme con decreto ingiuntivo».