Potrebbe esserci una pista investigativa proficua nel delitto di Alatri. L'ipotesi è quella che nella memoria del telefonino sequestrato a una delle persone finite in carcere ci sia qualcosa da analizzare attentamente. Con ogni probabilità è quello che i carabinieri si sono fatti consegnare da Mario Castagnacci nel momento stesso in cui gli hanno notificato il decreto di fermo.Gli inquirenti hanno chiesto agli uomini del Ris di effettuare un accertamento tecnico irripetibile sul cellulare.

L'operazione è fissata per il 20 aprile. Tanto che dagli uffici della procura è stata inviata a tutti i legali degli indagati la decisione di procedere in tal senso.La speranza è quella di individuare qualcosa che inchiodi definitivamente l'assassino di Emanuele.Spetterà, dunque, agli uomini del raggruppamento investigativo scientifico dell'Arma riuscire a scovare elementi validi. Almeno così si spera. 

Sotto la lente finiranno eventuali sms inviati e ricevuti nei momenti precedenti l'omicidio, proprio per capire se sia stata preparata una sorta di trappola per dare una lezione alla vittima.Ma anche quelli immediatamente successivi al pestaggio mortale.Magari qualcuno potrebbe aver scritto frasi compromettenti.Sotto sequestro sarebbero, inoltre,finiti anche altri dispositivi telefonici appartenenti a persone coinvolte nella vicenda, anche se non risultano iscritte nel registro degli indagati.

La pista che si segue in questo momento è, dunque,anche quella tecnologica. Non solamente quella dei messaggi, ma pure di riprese che potrebbero aver immortalato la serata.
Lo ha rimarcato anche lo stesso procuratore De Falco nei giorni scorsi,manifestando una sorta di stupore per via del fatto che «in un'epoca in cui i giovani riprendono tutto, appare strano, che non esista un filmato di un fatto così grave». Invitando, in tal modo, chi era presente in piazza Regina Margherita la notte tra il 24 e il 25 marzo a compiere un dovere civico. Il punto che va chiarito è, infatti, quello relativo alle persone presenti sulla scena del crimine, a quelle più distanti e a chi ha inferto il colpo mortale al ventenne di Tecchiena.

Chissà se nel frattempo non sia spuntato qualche frame? Intanto gli uomini dei carabinieri stanno proseguendo con gli interrogatori, proprio per ricostruire gli attimi finali di quella serata. Lo hanno fatto nei giorni scorsi. Alcuni testimoni sono stati convocati davanti al Miro addirittura con un cappuccio sulla testa. Anche alla luce delle continue minacce apparse sui social network nei confronti di diverse persone coinvolte nella vicenda.

Foto Claudio Papetti