Il ricordo di Emanuele Morganti, il 20enne di Tecchiena Castello ucciso da un branco di belve inferocite nella notte tra il 24 e il 25 marzo scorsi, spacca ancora la città. Una divisione evidente e lacerante, soprattutto se si considera la particolarità della giornata odierna, vale a dire il giorno del Venerdì Santo, della Passione di Cristo, il giorno da millenni riservato al dolore. A quello più intimo e profondo, a quello che in varie forme alberga nell'animo di ognuno e che oggi più che mai assume dimensioni che fanno male al cuore e allo stomaco. 

Ebbene, seguendo lo stesso sentiero tracciato da molti, particolarmente vicini al giovane, fin dal giorno del pestaggio mortale di Emanuele, oggi, ancora una volta, la popolosa frazione di Tecchiena e il centro di Alatri (dove è avvenuto l'agguato al ragazzo di Montereo) marceranno divise su binari lontani l'uno dall'altro. 

È infatti di ieri sera la decisione di un folto gruppo di persone, manifestata pubblicamente su Facebook, alle quali in poche ore se ne sono aggiunte tantissime altre, di non prendere parte alla storica Via Crucis di Alatri, al famoso Venerdì Santo di Alatri centro, ma di ritrovarsi nella chiesa di Tecchiena Castello, la parrocchia di Emanuele, e prendere parte lì alla Via Crucis per ricordare il ragazzo assassinato a piazza Regina Margherita. 

Una scelta che è stata resa nota, come detto nella serata di ieri, dal consigliere comunale di opposizione Roberto Addesse, molto vicino alla famiglia Morganti. Che sulla sua bacheca Facebook ha scritto: "Vorrei avvisare tutti gli amici e conoscenti di Emanuele che venerdi alle ore 21 (oggi per chi legge, ndr) per chiunque voglia partecipare, ci troveremo presso la chiesa del Castello a Tecchiena per la celebrazione della via Crucis. Fermo restando che ognuno di noi è libero di manifestare i propri sentimenti in qualunque luogo".

Un messaggio molto chiaro alla popolazione di Tecchiena e a quella di Alatri. Reso ancora più esplicito dalla pubblicazione di un post di quella che Addesse definisce una sua amica: "Al riguardo - scrive - copio ed incollo il post di una nostra amica che condivido totalmente: "Ragazzi, scusate io credo che noi lo conoscevamo, che lo abbiamo visto crescere... che in qualche modo lo abbiamo vissuto, stiamo reagendo in modo differente in questa storia, nel cuore abbiamo più amarezza, tristezza, ci sentiamo più in lutto di chi ha solo sentito parlare di Emanuele. Penso che sia una cosa normale, non è una questione di Alatri contro Tecchiena. Io sono di Tecchiena di Alatri e questa sera non andrò alla processione perché non ho voglia ancora di ripartire... EMANUELE NEL CUORE".

E così questa sera la città, ormai da oltre 20 giorni annichilita da un dolore enorme come quello per la barbara uccisione del 20enne e letteralmente massacrata sui media, vivrà un altro momento di tensione, di divisione. Sui social la polemica ha già raggiunto punte molto alte. Centinaia sono infatti i commenti, pro e contro la decisione di ricordare Emanuele in quella che a questo punto può ben essere considerata una seconda Via Crucis. Una polemica dai tratti a volte aspri, di cui, forse, la città avrebbe fatto volentieri a meno. Almeno oggi.