Un confronto all'americana. Con i sospettati dietro un vetro a specchio mischiati a persone del tutto estranee. Così la vittima di una violenza sessuale di gruppo, ieri mattina in tribunale, è stata posta davanti a quanti accusa.

Non è stata una giornata facile. La ragazza, che non poteva esser vista, ha avuto delle crisi di pianto, sopraffatta dalla tensione, dall'emozione e dall'incubo di rivedere, a distanza di sette mesi dal fatto e di quattro dagli arresti, il gruppo di sette uomini che sono sotto inchiesta per violenza sessuale. Ma alla fine ha portato a compimento l'incidente probatorio senza tentennamenti. E, secondo quanto trapelato, avrebbe confermato le accuse al gruppo.

In carcere con l'accusa di violenza sessuale, dal 19 dicembre, ci sono Ferdinando Di Silvio, 36 anni, Antonio De Silvio, 32, Elvis De Silvia, 27, Angelo De Silvia, 27, Adriano Di Silvio, 26, Alessandro Spada, 28, ed Elvis Di Silvio, 23, tutti di Frosinone e assistiti dagli avvocati Tony Ceccarelli, Emanuele Carbone, Pasquale Cardillo Cupo e Ascanio Cascella. La ragazza, invece, per la tutela dei propri interessi ai fini della costituzione di parte civile nell'eventuale processo, si è affidata all'avvocato Mario Cellitti.

Presente all'incidente probatorio che si è svolto davanti al gip Francesco Mancini anche il pubblico ministero Maria Pia Ticino che ha coordinato le indagini. La donna, accompagnata dal legale, è entrata con largo anticipo rispetto all'orario stabilito proprio per non incrociare gli accusati. Questi ultimi, invece, sono stati condotti in tribunale dalla polizia penitenziaria, mentre i carabinieri delle stazioni di Ferentino e Piglio e della compagnia di Anagni hanno garantito che le operazioni si svolgessero in assoluta serenità.

In sette sono accusati di aver attratto con l'inganno la ventenne, originaria di Castro dei Volsci, e averla condotta in un casolare confiscato nelle campagne di Ferentino, tra l'aeroporto e il casello autostradale. Lì, lo scorso settembre, l'avrebbero immobilizzata su una sedia per violentarla. La donna sarebbe stata gettata a terra sul fieno dove a turno il branco avrebbe compiuto una serie di atti sessuali sulla poveretta. Che solo alla fine, ormai esausta, trovò la forza di respingere a calci l'ultimo assalto, mandando in fuga tutti gli altri. Quindi, a piedi, per strade che non conosceva riuscì a imbattersi in una ragazza che la soccorse e indicò ai carabinieri come raggiungere il luogo della violenza.

La ventenne aveva conosciuto su internet uno degli uomini finiti poi in manette. E con lui e altri ragazzi era uscita altre volte. Per questo quando accettò di incontrarli nuovamente non pensava certo di vivere un incubo. Già lungo il tragitto per raggiungere la casa confiscata la ventenne fu oggetto di pesanti apprezzamenti a sfondo sessuale, finché, giunta a destinazione, si trovò davanti gli altri del gruppo. Con uno in particolare che, al telefono, diceva agli amici di attenderlo perché voleva essere il primo.

Subito dopo gli arresti sono stati eseguiti altri accertamenti disposti dalla procura. Il Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri è andato alla ricerca di mozziconi di sigaretta e fazzolettini, che sono stati repertati. Il lavoro si è poi concentrato con il luminol alla ricerca di tracce di liquidi organici. In particolare le operazioni si sono concentrate sulla sedia, del tipo di quelle di plastica da giardino, sul terreno con la paglia, sotto un porticato e su alcuni gradini. Successivamente era stati effettuati dei riscontri anche sui tabulati telefonici, i cui risultati sono attesi a giorni.