È l'alcol uno dei protagonisti di quella che chiamano "movida". Scorre a fiumi e non si fanno distinzioni. I ragazzini tra i 14 e i 17 anni bevono peggio degli adulti, per raggiungere l'ambita soglia della sbronza. E le quindicenni, ormai, superano i coetanei maschi. Comportamenti ritenuti normali, non più trasgressivi, per imboccare, poi, la via delle droghe. "Lo sballo" trascina in un mondo surreale, offre sensazioni di socializzazione, aiuta a perdere il controllo, dove emozione e reazioni si fondono. Così le risse, piccole e grandi, arrivano dopo banali scaramucce o parole fuori posto. Risse dove i protagonisti sono sempre più piccoli, più scalmanati e disinibiti. Risse che tolgono il sonno ai residenti, avviliti, e ai genitori che vegliano tutta la notte fino al ritorno dei figli a casa.

Risse con cadenza quasi settimanale, come quella di sabato, alle spalle del Municipio o di venerdì scorso, in piazza Labriola e largo Dante. Ma l'elenco sarebbe sterminato. Ecco, allora, che parecchi cittadini preferiscono non "viaggiare" per il centro dopo una certa ora, mantenersi distanti da alcune zone e continuare la serata, magari, a casa di amici. Alcol e droga stanno sfigurando il volto sano e divertente della città e della movida. Così il bicchiere è colmo pure per l'amministrazione che sta "distillando"l'ordinanza con i divieti per i locali.

Ecco il provvedimento

Manca un ultimo parere ma, in buona sostanza, si eviterà il consumo di alcolici in contenitori di vetro lungo le strade pubbliche o aperte al transito nonché la somministrazione di bevande alcoliche da asporto, in bottiglie di vetro dopo una certa ora. È, probabile, che venga fatta menzione della legge che vieta la somministrazione di alcolici ai minorenni. «Ormai non si chiede più l'età - tuona D'Alessandro - ma non si può pensare di vedere questi ragazzi di 15, 16 anni in giro col bicchierino di superalcolico in piazza».

E, poi,c'è la giungla sonora. Con musica assordante di talune attività che sfonda i timpani pure alla gente di passaggio. La scorsa Pasqua ci fu la "crociata" del prete e dei fedeli di Sant'Antonio perché non riuscivano a sentire neppure le celebrazioni del triduo. Ecco allora che l'ordinanza prevede, tra gli altri aspetti, la diffusione sonora dopo le 24 solo all'interno del pubblico esercizio mentre la richiesta di svolgimento delle serate musicali deve essere trasmessa quattro giorni prima della data di svolgimento né possono essere autorizzate serate contemporanea tra esercizi adiacenti. Ma sono le sanzioni a pesare.

Al primo "errore" fiocca la multa da 500 euro e il sequestro amministrativo di bevande e apparecchiature sonore. Alla prima reiterazione la chiusura per sette giorni, alla seconda per 14 e fino a un mese. Il sindaco freme per firmare l'ordinanza nella speranza di contribuire ad abbassare, un po', il gomito delle serate folli cassinati. «La movida è altro, è un momento di socializzazione. Se invece ci si alcolizza e si scatenano risse, questa è delinquenza».

L'ultimo atto non sarà neppure l'ordinanza ma la decisione di recintare l'area alle spalle del Comune. Laddove la notte è parecchio giovane e, lungo le scale o ai piedi del palazzo Fucsas, accade di tutto. Alcol, droga, sesso sotto gli occhi insonni dei residenti. «Vorremmo chiedere al demanio - conclude il sindaco - l'assegnazione in comodato d'uso del parcheggio antistante per recintare l'area ed evitare questi scempi».