Giornata di fuoco per Fontana Liri alle prese con il caos profughi. Ieri se ne è discusso nel corso del Consiglio: mentre l'ordinanza sindacale è in scadenza (oggi alle 16), è atteso ancora l'intervento della Prefettura, cui spetta materialmente liberare l'alloggio e trasferire altrove i richiedenti asilo. In molti si aspettavano lo sgombero, ma ieri si è svolto soltanto un nuovo sopralluogo da parte degli uomini inviati dal prefetto.Tutti e quindici i richiedenti asilo, tuttavia, ieri notte hanno dormito a Villa Stefano. La sensazione è che l'azione sia stata soltanto rinviata: in queste ore si sta cercando nel territorio la soluzione migliore per ospitare i giovani migranti. 

Questi ultimi, peraltro, sono tutti rientrati nell'edificio dopo essere stati dimessi dall'ospedale di Sora. La Prefettura però sembra essere intenzionata a far rispettare l'ordinanza sindacale: probabilmente domani, forse anche oggi. Sempre nel corso della convulsa giornata di ieri, poi, si è diffusa la voce di sopralluoghi che sarebbero avvenuti nella struttura "gemella" a Sora, alla ricerca di eventuali carenze igienico-sanitarie e mancanza di autorizzazioni. L'amministratore unico della casa di cura, nel frattempo, ribadisce la totale regolarità della struttura in via Tillo e parla di «vergognosa campagna diffamatoria di alcune autorità». Franco Battista, inoltre, in una nota inviata annuncia di aver depositato al Tar la documentazione che, secondo quanto scritto nell'ordinanza di venerdì, sarebbe mancante. Tali carte, sostiene il generale, permetterebbero eccome alla struttura di ospitare i richiedenti protezione internazionale. «Nel ribadire la totale regolarità della struttura che ospita i profughi a Fontana Liri in via Tillo, 21 e di cui per la vergognosa campagna diffamatoria di alcune autorità, di cui se ne renderanno responsabili nelle dovute sedi, vi comunichiamo - scrive Franco Battista - che abbiamo depositato presso il Tar di Latina tutte le documentazioni che il comune di Fontana Liri dice che non ne siamo in possesso e che determinerà - chiude il generale - l'annullamento dell'ingiunzione illegale sia nei tempi sia nei contenuti». Anche ieri un'altra battaglia si è chiusa, ma la guerra pare appena iniziata.