Una bambina da sola per le strade della città. Una mano tesa verso i passanti per chiedere una monetina. Una scena che abbiamo visto chissà quante volte. Spesso abbiamo pensato all'ennesima finzione per ottenere qualche euro senza far niente. Ma dietro quello sguardo, quegli occhi si nasconde un universo sconosciuto.

È quanto accaduto sabato mattina agli agenti del Commissariato di Cassino guidati dal vice questore Alessandro Tocco quando nel corso dei servizi di controllo, hanno notato una ragazzina, di etnia rom, che chiedeva spiccioli alla gente di passaggio. La piccola fermava tutte le donne cariche di buste che tornavano dal mercato e accettava anche qualche frutto o del pane che le massaie le proponevano. Dopo averla osservata, i poliziotti l'hanno avvicinata e la bambina ha spiegato loro di essere stata costretta all'accattonaggio. Una storia difficile che la accomuna a molte altre bambine. Gli agenti sono intervenuti immediatamente e hanno chiesto l'aiuto dei servizi sociali del comune di Cassino ed il magistrato per i minorenni. La bambina è stata affidata ad una casa famiglia fuori provincia, in attesa di un provvedimento di adozione. Una goccia nel mare, ma uno spiraglio per la piccola.

I precedenti

La tredicenne era stata già fermata qualche anno fa, quando era ancora più piccola, e anche in quella circostanza spiegò agli agenti di polizia che la sua famiglia la costringeva a mendicare. Immediatamente il giudice minorile che si interessò del caso decise di affidarla ad una casa famiglia. In seguito la bambina fu accolta dalla cugina. Ed è stato proprio in compagnia di questa che la polizia l'ha trovata sabato. La donna è risultata avere dei precedenti per furto e altri reati, quindi gli agenti hanno pensato che fosse meglio non lasciarle la bimba.

Il fenomeno

Lo fanno davanti a sedi istituzionali e sotto gli occhi dei passanti. Spesso nessuno interviene. Il problema dell'accattonaggio in città è dilagante. Preoccupante. Fastidioso. In molti ogni giorno lamentano l'assillo di gente che chiede insistentemente dei soldi in posti più o meno frequentati. Ma lo sfruttamento dei bambini in queste attività è particolarmente significativa, quanto grave. Sono numerose le segnalazioni della persistente quotidiana presenza nel pieno centro cittadino di piccoli bambini dediti all'accattonaggio. Scene che si possono notare a tutte le ore. Vedere lo sfruttamento di un bambino indubbiamente minore sembra essere diventata la norma per molti cassinati, la gente è assuefatta all'atteggiamento criminale.

L'esperta

Simona Di Mambro, presidente della Cooperativa Sociale I Naviganti Onlus, che da anni gestisce case famiglia, ha spiegato: «Ci sono tanti bambini che vengono sfruttati. Quando sono piccoli è facile salvarli da questo tipo di vita, trovare loro una famiglia e offrirgli un futuro migliore. Purtroppo, superati i dieci anni diventa difficile. Ma questo non significa rinunciare ad aiutarli». «Sono perlopiù bimbe, che vivono seguendo le "regole" della loro cultura. La polizia è in prima linea» ha chiarito il vice questore Tocco.