Un puzzle mancante ancora di diversi tasselli. Con alcuni che vanno prendendo forma e altri ancora che potrebbero cambiare posizione. L'omicidio di Emanuele Morganti va ricostruito passo dopo passo.Con certosina precisione in vista del futuro processo. A cominciare dalle ultime dichiarazioni raccolte dal pool degli investigatori, in attesa dei risultati degli accertamenti tecnici, compiuti dai carabinieri del Ris, sulla scena del crimine e sull'auto contro la quale ha sbattuto Emanuele dopo essere stato colpito, e degli esiti dell'autopsia. Potrebbe essere una settimana decisiva nell'individuazione delle varie responsabilità sul massacro di piazza Regina Margherita.

Gli investigatori, coordinati dal pool guidato dal procuratore Giuseppe De Falco con i sostituti Vittorio Misiti e Adolfo Coletta, dovranno spulciare tra le centinaia di deposizioni acquisite. Incrociare le dichiarazioni in base alla ricostruzione compiuta in piazza, nelle stesse condizioni di luce, per capire chi parla dove si trovava e cosa poteva vedere e non vedere. Insomma, comprendere chi dice la verità, chi mezze verità, chi cose completamente false e chi sta coprendo qualcuno. E perché. Le deposizioni saranno poi messe a confronto con quanto ha dichiarato, nelle tre ore di interrogatorio davanti al procuratore, Franco Castagnacci, padre di Mario, uno dei due fermati per l'omicidio. Le dichiarazioni di Castagnacci senior (difeso dall'avvocato Marilena Colagiacomo) che, in un certo senso, ha agito d'anticipo, avendo scelto di parlare con i magistrati pur senza conoscere gli elementi finora acquisiti dall'accusa, andranno dunque comparate con quanto affermano i vari testimoni. Sarà questa la settimana per capire possibili coinvolgimenti di altre persone. A cominciare da quell'ultimo e ottavo indagato, Michel Fortuna, che si è affidato all'avvocato Giosuè Naso. E che, allo stato, potrebbe anche essere convocato per fornire la propria versione dei fatti. Versioni che poi andranno verificate sulla base delle risultanze del lavoro compiuto negli ultimi giorni dal Ris. A cominciare dalla ricerca di tracce di Dna e impronte digitali sulla Skoda contro cui è crollato, senza più rialzarsi, Emanuele. La procura dovrà poi valutare le istanze avanzate dagli avvocati Giampiero Vellucci e Riccardo Masecchia per conto di due dei buttafuori indagati, Davide Bruni e Michael Ciotoli per fasri sentire. Restano in attesa degli sviluppi i due principali indiziati Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, difesi dagli avvocati Angelo Bucci e Massimiliano Carbone, che escludono di chiedere un nuovo interrogatorio come pure ricorsi al Riesame.