Sotto torchio per diverse ore, dalle 11 alle 14 di oggi. Ma il verbale è stato secretato. Verrà letto e riletto. Le parole, un fiume, verranno confrontate con quanto riferito da altri testimoni. Chi indaga dovrà, infatti, stabilire se rispondono a realtà. Oppure se è stata una mossa strategica per indirizzare i sospetti verso un'altra direzione: Franco Castagnacci, assistito dall'avvocato Marilena Colagiacomo, tra i personaggi chiave dell'inchiesta sulla morte Emanuele Morganti, anche lui indagato per omicidio, è stato ascoltato dal procuratore De Falco. Ha riferito in merito a quella tragica sera, sostenendo pure che né lui né il figlio sono direttamente coinvolti nella morte di Emanuele Morganti, il ventenne di Tecchiena di Alatri. Intanto, Michel Fortuna ha affidato la sua difesa all'avvocato Giosuè Naso, il legale che difende Massimo Carminati nel processo Mafia Capitale. 

Castagnacci, 50 anni, padre di Mario (in carcere a Regina Coeli insieme al "fratellastro" Paolo Palmisani), ha confermato che la sera del pestaggio era presente alla scena del delitto ma, come affermato già altre volte, che non ha avuto alcun ruolo nella morte del giovane e che anzi - sempre secondo le sue dichiarazioni - avrebbe cercato di difenderlo insieme al figlio Mario dal branco che lo aggrediva. Quelle di Franco Castagnacci sono state dichiarazioni spontanee, rese dall'indagato al fine di dare il proprio contributo alla ricostruzione di quella drammatica sera. Spetterà adesso ai magistrati verificarne l'attendibilità e confrontare quanto rilasciato con le altre testimonianze per trarne spunti utili a chiarire meglio il quadro della situazione e le singole responsabilità, sia degli otto finora indagati per omicidio volontario (Mario Castagnacci, Paolo Palmisani, Michel Fortuna, Franco Castagnacci e i 4 buttafuori del Miro Music Club, il locale dove tutto è iniziato, Michael Ciotoli, Manuel Capoccetta, Damiano Bruni e Xhemal Pjetri). sia di eventuali altre persone non ancora direttamente coinvolte nell'inchiesta.