La scena del crimine ricostruita dagli uomini del Ris con i testimoni che nella notte tra il 24 e il 25 marzo scorso hanno assistito al pestaggio che ha provocato la mortedi Emanuele Morganti. Rilievi importanti sono stati anche quelli effettuati ieri mattina dai carabinieri di Roma.

La ricostruzione

Ieri sera, intorno alle 21, gli inquirenti hanno riprodotto con esattezza la dinamica del delitto. Con una particolarità: sono stati utilizzati i testimoni ascoltati nei giorni scorsi e riposizionati nei punti da loro stessi individuati. A fornire dettagli ai magistrati è stato Gianmarco Ceccani, l'amico di Emanuele, intervenuto per difenderlo, che ha dato indicazioni sulla dinamica dell'aggressione e indirizzato gli uomini del Ris nei punti chiave del massacro. Le operazioni sono state anche estese alla sovrastante zona dei Vineri e sulla salita che conduce a piazza Santa Maria Maggiore.

La ricerca di tracce e impronte

Il reparto investigazioni scienti- fiche della capitale, dopo aver repertato le impronte digitali la- sciate sulla Skoda contro la quale il ventenne di Tecchiena avrebbe sbattuto violentemente la testa, intorno alle 11.30 di ieri si sono spostati ad Alatri, nella piazza dove è avvenuto il pestaggio mortale. E, alla presenza del maggiore Antonio Contente, sono entrati all'interno del Miro a caccia di elementi utili all'inchiesta. Le operazioni sono andate avanti per lungo tempo, fino a tarda sera. Poco è filtrato, anche se, da quanto si è appreso, sono state valutate pure alcune circostanze del pestaggio. Piazza Regina Margherita, proprio per consentire gli accertamenti, è stata completamente interdetta al passaggio di auto e pedoni.

L'obiettivo è stato soprattutto quello di rilevare tracce biologiche e impronte digitali delle persone che hanno massacrato il ventenne di Tecchiena. Il lavoro è stato lungo e laborioso: nulla, quindi, è stato lasciato al caso. Hanno cercato anche sangue. I reperti verranno ora analizzati in laboratorio per risalire a chi appartengono. La procura potrebbe chiedere un riscontro con il Dna delle otto persone indagate per omicidio. Il dato scientifico, infatti, sembra essere determinante per chiarire una parte del giallo. E risposte potrebbero arrivare proprio dai risultati delle analisi del Ris. Per ora, infatti, gli unici indizi che pesano sulle persone finite al centro dell'inchiesta sono quelli relativi alle testimonianze, alcune delle quali piuttosto contraddittorie.

Il pool investigativo, composto dal procuratore Giuseppe De Falco, e dai sostituti Coletta e Misiti, sta, quindi, lavorando a una sorta di scrematura, proprio per individuare i soggetti più vicini al luogo dell'aggressione, così come è avvenuto ieri sera. Non si esclude neanche la possibilità che qualcuno, con l'ausilio di uno smartphone, abbia potuto riprendere il pestaggio. L'invito che viene rivolto loro è quello di spedirlo, scaricandolo su una pen drive, agli inquirenti, anche in forma anonima. Nei prossimi giorni sono previsti gli interrogatori di Franco Castagnacci, assistito dall'avvocato Marilena Colagiacomo, e dai buttafuori Bruni e Ciotoli, difesi dagli avvocati Vellucci e Masecchia. I tre, dopo l'aggravamento della loro posizione, vogliono riferire quello che sanno