Sono accorsi in centinaia, nella chiesa di Tecchiena Castello, contrada di Alatri, per salutare ancora una volta Emanuele Morganti, il 20enne massacrato e ucciso nella notte fra il 24 e il 25 aprile scorsi all'esterno del Miro Music Club, in piazza Regina Margherita. Nella chiesa parrocchiale della zona, poco distante da via del Convento dove Emanuele abitava con la sua famiglia, si è infatti celebrato l'Ottavario, una messa in suffragio delle anime dei defunti officiata a una settimana esatta dai funerali solenni svoltisi nel pomeriggio di sabato scorso. 

In prima fila, con il loro dolore inconsolabile, lacrime agli occhi e il cuore spezzato, tutta la famiglia del giovane: il papà Giuseppe, la mamma Lucia, i fratelli maggiori Francesco e Melissa, gli zii e poi tanti altri parenti ancora. Presenti anche tantissimi amici del ragazzo, che non hanno voluto mancare a questo appuntamento per essere accanto al loro compagno di tante avventure e di tante serate allegre. Tutti chiusi nel proprio dolore, nessuna lettera, niente parole. Solo silenzio, angoscia e il ricordo del loro caro Emanuele. 

Centinaia, come detto, le persone che si sono strette attorno alla famiglia del 20enne. Tante, tantissime, al punto che la chiesa non è riuscita a contenerle e moltissimi hanno seguito la cerimonia dall'esterno, sul piazzale della struttura. 

Al termine del rito, la folla, composta e commossa, i volti rigati di lacrime e gli occhi tristi, è andata via, ognuno con nell'animo un macigno che mai niente e nessuno potrà togliere.