Si cerca il Dna. Sull'auto sotto sequestro potrebbero esserci delle tracce biologiche che potrebbero far compiere all'inchiesta un deciso salto di qualità. L'accertamento tecnico richiesto dalla procura di Frosinone sulla Skoda di colore blu contro la quale, dopo essere stato aggredito, Emanuele Morganti ha sbattuto la testa, senza più rialzarsi, servirà soprattutto a questo. I carabinieri del Ris sono stati incaricati di rilevare sulla vettura campioni biologici come tracce di sangue, ma anche impronte digitali. E nel disporre questo atto, la procura ha indagato per omicidio tutte e otto le persone sulle quali al momento si concentrano gli accertamenti. Domani, gli uomini del Ris effettueranno la perizia sull'auto sequestrata la notte del massacro. In caso di esito positivo le persone coinvolte verranno sottoposte all'esame del Dna.

Le tracce biologiche sulla Skoda serviranno a fare un'ulteriore cernita. A capire se chi ha colpito Emanuele ha lasciato tracce sulla carrozzeria. Eventuali reperti potranno servire anche a capire la presenza nei pressi del veicolo di altre persone che non hanno avuto un ruolo attivo. La presenza di testimoni sul punto potrà fornire un'idea anche su chi dice la verità o sta coprendo qualcuno. Del resto, martedì, il procuratore De Falco era stato chiaro: tra le centinaia di deposizioni raccolte ce ne sono di «logicamente» confuse, stante la concitazione dei momenti, di reticenti, ma anche di palesemente false. E contro chi ha detto il falso è probabile che verrà aperto un procedimento. I Ris effettueranno anche un prelievo salivare che sarà comparato con le tracce biologiche rinvenute sul corpo di Emanuele. Tra i testimoni, infatti, c'è chi ha riferito di una ragazza che avrebbe sputato contro il ragazzo quando questi era ormai a terra privo di sensi. Per avere un quadro più preciso della morfologia dei luoghi e per mettere i vari protagonisti al punto giusto, l'altro giorno il Ris in piazza Regina Margherita ha usato video, foto e perfino un drone.