Non semplicemente chi lo ha ucciso. Per la sorella i colpevoli sono anche coloro che hanno visto e non sono intervenuti. Ma pure chi sa e non parla. L'intervista rilasciata ieri sera a Giulio Golia delle Iene è un verdetto di condanna. Non si dà pace Melissa Morganti e giura che farà di tutto per avere giustizia. Per lei l'omicidio del fratello Emanuele non è casuale. Scaturisce da qualcosa che è avvenuto nel passato. E lo racconta soltanto dopo che ha chiesto alla mamma Lucia di uscire dalla stanza.

«Non ci sono segreti - dice a Golia - ma lei è molto provata. Ho paura che stia troppo male: ha avuto una crisi di nervi terribile». E racconta cosa è successo circa quattro mesi fa al fratello, quello che lei chiama "zaino", tanto lo sente vicino. «Non ci crediamo che sia stato un caso - dice - Emanuele non era un tipo che scappava: quella sera correva. Era stata preparata questa cosa. Non mi sono mai convinta che si sia trattato di qualcosa che è sfuggita di mano. Non credo a nessuno. Nel dicembre scorso mi ha raccontato di aver incontrato una ragazza ad Alatri con cui ha parlato un po', ma era fidanzata. All'improvviso il suo ragazzo ha iniziato a picchiarla. Lui si è messo in mezzo e l'ha fermato: l'altro era talmente ubriaco che gli ha dato una spinta, è caduto e l'ha tenuto fermo a terra, chiedendo aiuto a qualcuno perché intervenisse. Questo gli haurlato "Se ritorni ad Alatri sei morto"». Emanuele ha raccontato alla sorella che il fidanzato di quella ragazza lo cercava e lo voleva ammazzare. Poi si è scoperto che questo giovane, amico di Mario Castagnacci con il quale è stato ritratto nella foto di un Capodanno, era finito in carcere, dove sta scontando una pena. E la sera del pestaggio in piazza non c'era. Melissa non crede che suo fratello sia stato vittima del caso: per lei ci sono troppe cose che non tornano. «Le mani degli assassini non sono solo quelle che lo hanno colpito materialmente: nessuno ha chiamato i carabinieri, nonostante più di qualcuno abbia detto che Emanuele chiedeva aiuto. Nessuno lo ha soccorso, compresa quella che è andata in televisione a piangere». E dice pure che qualcuno può aver avuto paura di dire la verità per non far scoprire «qualche marachella».