Tante testimonianze. Tante versioni.Ma anche tante cose che non quadrano. Troppe. Gli investigatori che stanno lavorando alla ricostruzione dei fatti in merito all'omicidio del 20enne Emanuele Morganti, attraverso le deposizioni stanno faticando non poco per dipanare l'intricata matassa. Il procuratore Giuseppe De Falco, senza troppi giri di parole, fa riferimento a testimonianze reticenti, ad alcune logicamente confusionarie per la concitazione di quei momenti ed altre ancora false.
Con il quadro che sta prendendo forma, dunque, alcune delle deposizioni che non convincono vengono giudicate false dal pool di magistrati che indaga, e che è composto dal procuratore Giuseppe De Falco e dai sostituti Adolfo Coletta e Vittorio Misiti. E non si escludono a breve provvedimenti nei confronti di chi, a bella posta, ha fornito ai carabinieri delle dichiarazioni false. Già, infatti, a qualcuno degli indagati è stato contestato il reato di false informazioni al pm. Ma la lista sembra destinata ad allungarsi.