La volontà non è quella di uccidere Emanuele bensì di impartire una lezione pesante a un gruppo rivale. Ma la situazione sfugge di mano. E quel ragazzo finisce sotto terra. Beghe di paese? Un diverbio? Sono le prime ipotesi. Poi quella fotografia nitida, almeno sotto il profilo della lite iniziale, comincia pian piano a sbiadirsi sempre più. E non solo nella parte centrale. A non essere chiari diventano, ora dopo ora, soprattutto i contorni. Tanto che l'omicidio, importante sotto il profilo penale e da condannare senza sconti, resta solo l'epilogo di una storia intrisa di droga. Magari non direttamente legata a chi finisce al creatore ma a qualche amicizia un po' sbandata.

Per tentare di capire come si arriva al massacro, bisogna sempre tornare con la mente a quel venerdì sera. A quando Emanuele, accompagnato dalla fidanzata Ketty Lisi, decide di trascorrere una serata al Miro. Con loro ci sono pure un gruppo di persone che forse con il settore degli stupefacenti hanno qualcosa a che a fare. Così racconta qualcuno. Il ragazzo, per un cocktail, litiga con la persona sbagliata. Con chi, anche se albanese non è, così viene soprannominato.

Quell'appellativo non è un semplice nomignolo. Fa capire che Domenico Paniccia con persone di quell'etnia ha qualcosa a che fare. Ed è forse questo il motivo per il quale Pietry Xhelam, invece di buttare fuori dal locale quello un po' più alticcio, se la prende con il ragazzo di Tecchiena. E lo mette nelle mani di chi deve dargli una lezione per far capire a tutti che ad Alatri comandano altri. Ma qualcuno, che ormai crede di aver superato la soglia che c'è tra il bene e il male, si lascia prendere la mano. E il semplice pestaggio sfocia in un delitto che, oltre a dare vita alle indagini dei carabinieri, provoca la preghiera di quanti sperano che quel povero cristo non muoia.

Non sono solo i parenti a chiedere la grazia al Signore. A dire qualche Ave Maria anche quelli della fazione opposta. Perché si rendono conto di aver provocato una sorta di guerra tra quanti, dopo le due operazioni Fireworks e Intoccabili, hanno assunto il controllo del mercato degli stupefacenti. Un libro giallo il nostro? Forse sì. Ma ad avvalorare tale tesi è pure l'escalation che si registra successivamente alla notizia del decesso di Emanuele. Con avvocati minacciati e parenti dei presunti assassini che all'improvviso decidono di fare le valigie per trascorre quel giorno altrove. A sparire è pure il vero albanese che, almeno stando ai suoi vicini, è uccel di bosco ormai da qualche giorno. E non solo lui.

Difficile credere che penalisti di fama rinuncino al mandato in un processo per omicidio per aver ricevuto avvertimenti da qualche mocciosetto. Così come pazzesco è il fatto che chi non vive proprio una vita retta e corretta all'improvviso tema l'ira di qualche bulletto di periferia. La storia è un'altra: parte da Alatri, passa per Tecchiena, attraversa Frosinone e arriva fino in Campania.