Si è concluso intorno alle 14 il vertice straordinario in Procura tra magistrati e carabinieri per fare il punto della situazione sulle indagini in corso in merito all'omicidio del 20enne Emanuele Morganti. Il summit era stato convocato al fine di mettere un punto fermo sull'inchiesta e ripartire imprimendo una forte accelerata alla fase investigativa. Tanti, infatti, sono i misteri che ancora circondano la vicenda, tutta da chiarire sia nella dinamica del brutale pestaggio sia nelle diverse responsabilità di quanti vi hanno preso parte a vario titolo. 

Dalla riunione, tuttavia, non è trapelato nulla: all'uscita, infatti, il procuratore capo Giuseppe De Falco non ha rilasciato dichiarazioni. Si è solo limitato a confermare che un'ottava persona è stata iscritta nel registro degli indagati e che nella mattinata si è svolto un altro sopralluogo dei carabinieri del Ris all'interno del Miro Music Club, il locale di Alatri dove tutto è iniziato, e nell'adiacente piazza Regina Margherita, teatro del massacro mortale: qui è stata ispezionata tutta la piazza prestando particolare attenzione al punto in cui il corpo ormai agonizzate di Emanuele è stato trovato dai carabinieri e dal 118 giunti sul posto dopo l'allarme lanciato da alcuni dei presenti.

E sempre stamattina l'avvocato Marilena Colagiacomo ha formalizzato un'istanza di sottoposizione ad interrogazione (in pratica, una richiesta di rendere dichiarazioni spontanee) a nome del suo assistito, Franco Castagnacci, padre del 27enne Mario finito in carcere assieme al "fratellastro" Paolo Palmisani, di 20 anni, per l'omicidio di Emanuele. Il 50enne, ha dichiarato il legale, vuole dire ai magistrati cosa, a suo dire, è realmente accaduto in quella maledetta notte, anticipando che lui, Franco, non ha partecipato al pestaggio avendo al contrario provato a difendere il giovane e per questo restando anche lui colpito dagli aggressori. Vedremo cosa emergerà da questo passaggio, delicato e importante, dell'inchiesta.