Inquirenti e investigatori pigiano il piede sull'acceleratore delle indagini in merito all'omicidio di Emanuele Morganti, il giovane massacrato di botte e ucciso ad Alatri, davanti al Mirò Music Club. Troppi, infatti, ancora oggi a dieci giorni dal brutale pestaggio, i misteri che circondano il caso. Troppe le domande che attendono una risposta. Troppe le ombre su una vicenda che potrebbe riservare ancora grossi colpi di scena. 

A tal fine, a breve inizierà in Procura un vertice durante il quale il pool investigativo che sta svolgendo le indagini farà il punto della situazione per stringere il cerchio e definire circostanze, protagonisti e movente di una morte al momento senza un perché. A ciò si aggiungono altre due novità di non poco rilievo: poco fa l'avvocato Marilena Colagiacomo, che assiste Franco Castagnacci, padre del 27enne Mario, fermato insieme al "fratellastro" Paolo Palmisani, 20 anni, per l'omicidio di Emanuele, ha depositato un'istanza di sottoposizione ad interrogatorio a nome dello stesso 50enne. In sostanza, Franco Castagnacci vuole essere sentito dal magistrato per fornire la propria versione dei fatti, per raccontare ciò che ha visto quella notte e quale ruolo ha avuto in tutta la vicenda.

Nel pomeriggio, invece, i carabinieri del Ris dovrebbero nuovamente recarsi ad Alatri per effettuare nuovi sopralluoghi sulla scena del delitto: stavolta non solo all'interno del Mirò, dove tutto sarebbe iniziato e dove si sono già recati alcuni giorni fa, ma anche nell'area esterna, in quella piazza Regina Margherita teatro dell'omicidio e nel punto dove il corpo ormai quasi agonizzante di Emanuele è stato trovato dai carabinieri e dai sanitari del 118.