Emanuele, prima e dopo. L'omicidio del giovane di Tecchiena ha lasciato strascichi che solo il tempo, forse, riuscirà a cancellare. 

La ferita resta, il dolore pure. Nel centro storico di Alatri si continua a respirare un'atmosfera inconsueta che ha il sapore della rabbia, dell'angoscia, dell'attesa. Attesa di conoscere esattamente cosa accadde quella maledetta notte tra il 24 e il 25 marzo e attesa di tornare ad una parvenza di normalità, ben sapendo comunque che quel che è successo non verrà dimenticato tanto presto. In questo stato di cose, che non è sbagliato definire di sospensione, si è vissuto il primo week-end dopo i tragici fatti del Miro e la morte di Emanuele.

Poche, pochissime le persone in giro. Effetto dell'aria cupa e triste. L'emozione susseguente ai funerali del giovane, giunta alla fine di una settimana difficile, ha indotto molti a non mettere piede fuori da casa. Venerdì e, soprattutto, sabato sera, il centro storico è rimasto pressoché deserto, a prescindere dall'orario. Idem ieri, con il peggioramento delle condizioni meteorologiche che ha allontanato ancor di più i frequentatori del centro, sia essi del posto o meno. Strade e piazze vuote. Ad incidere, comunque, è stata anche l'istituzione dell'isola perdonale, dalle 20 alle 6, nei giorni di venerdì, sabato e domenica: provvedimento, quest'ultimo, assunto per evitare "disordini e nocumento alla normale circolazione stradale" dovuti al notevole afflusso dei cittadini nelle ore serali e notturne nei fine settimana. Il divieto d'accesso lungo Viale Duca d'Aosta, Via Cesare Battisti e Piazza Santa Maria Maggiore, solitamente "invase" (in ogni senso) dalle vetture, ha eliminato la confusione che spesso si creava, con Piazza Santa Maria Maggiore trasformata in un'enorme garage, ma che ha tenuto lontane tante persone. Di conseguenza, molti locali ed esercizi commerciali hanno visto ridursi i clienti, mentre altri hanno preferito chiudere prima rispetto agli orari osservati nei fine settimana.

Situazione che ha generato qualche piccolo malumore: «Capiamo il momento e anche l'esigenza di prendere delle decisioni, ma occorre anche un confronto per studiare le forme più efficaci di controllo del centro storico», è stata l'osservazione di alcuni esercenti. Unico punto che vede, quotidianamente, il passaggio di molte persone è Piazza Regina Margherita, dove stazionano spesso le troupe televisive e giornalistiche, e meta di incessanti pellegrinaggi davanti all'ingresso del Miro Music Club, dove giovani e meno giovani continuano a portare fiori, bigliettini, cartelli, fotografie, luci in ricordo di Emanuele.