E' in corso di svolgimento in questi momenti la cerimonia funebre di Emanuele Morganti, il 20enne di Tecchiena di Alatri massacrato di botte e ucciso da un branco di belve all'uscita dal Mirò Music Club. Nella chiesa parrocchiale del Castello di Tecchiena, stracolma di persone già da ore e per questo chiusa ad ulteriore afflusso di gente per motivi di sicurezza molto prima dell'inizio della funzione, si sono sono radunate centinaia di persone, mentre almeno 3.000 sono assiepate all'esterno, nel piazzale della chiesa e lungo le strade circostanti. 

Presenti tutti i familiari di Emanuele, su tutti la mamma Lucia, il papà Giuseppe e i due fratelli maggiori Francesco e Melissa. E poi tutti gli amici, tanti, tantissimi, i conoscenti, ma anche tantissime persone che non lo conoscevano ma che ugualmente hanno voluto portargli l'ultimo saluto. 

Il dolore è palpabile, si legge sui volti di tutti i presenti. Occhi rossi, visi rigati di lacrime. Pianti e poi tanti striscioni, maglie, cartelloni, fiori, palloncini bianchi. Tutto per Emanuele, oggi più che mai figlio di tutti. 

Il vescovo Lorenzo Loppa ha detto durante la toccante omelia: "Solo l'amore vince sulla morte. Non so perché succedano certe cose, la violenza è dappertutto. Nelle famiglie, nelle case, a livello mediatico. Il cinismo ci ha fatto perdere il senso della giustizia in Italia".

I funerali, come tutti auspicavano e nonostante i clima di tensione dei giorni scorsi, si stanno svolgendo in un clima di assoluta tranquillità, senza problemi di ordine pubblico di alcun genere. Sulla cerimonia, comunque, vegliano decine di carabinieri, con il maggiore Contente in prima fila.