Sarà eseguita oggi, all'ospedale Umberto I di Roma, l'autopsia sul corpo di Emanuele Morganti. Un esame fondamentale per chiarire le cause della morte e, soprattutto, le responsabilità individuali dei due fermati e dei cinque indagati (i 4 buttafuori del Mirò e il padre di Mario, Franco Castagnacci) per l'omicidio del giovane. 

Attesa per la verità

Dall'esame autoptico, infatti, sarà possibile capire la causa precisa della morte di Emanuele, un aspetto fondamentale per l'indagine, complessa e intricata, portata avanti dai carabinieri e dalla procura. Soltanto dopo gli accertamenti del medico legale sarà possibile fissare la data dei funerali, che, tempi tecnici permettendo, potrebbero svolgersi nella giornata di sabato e quasi sicuramente nella chiesa di Tecchiena Castello. La famiglia, subito dopo la morte di Emanuele, che i medici hanno dichiarato alle 21 di domenica scorsa, aveva dato il consenso per l'espianto e la donazione degli organi. Visto il tempo trascorso, resta ancora da capire, perché al momento non è stato reso noto, se sarà ancora possibile che qualcuno possa ricevere il cuore di Emanuele Morganti.

L'attenzione mediatica

Intanto non si spengono i riflettori su una vicenda che ha avuto eco in tutta Italia. Un omicidio balzato agli onori della cronaca nazionale, non soltanto per le modalità ma anche per la violenza inaudita.
Tutti si stanno stringendo al dolore di una famiglia distrutta e annientata. Non solo amici stretti, vicini di casa e semplici conoscenti ma anche cittadini estranei, che, pur non conoscendo Emanuele, sono rimasti sconvolti da quanto accaduto. E la presenza di migliaia di persone alle due fiaccolate in memoria del ragazzo (la prima martedì sera a Tecchiena dove abitava insieme alla famiglia e ieri sera ad Alatri centro), ne è una chiara testimonianza. Un ragazzo di vent'anni con la spensieratezza della sua età, gli amori e i sogni di tanti ragazzi, oggi non c'è più. Per colpa di persone che non hanno avuto nessuna pietà. Ora l'attenzione è tutta sull'inchiesta, non facile e complessa perchè ancora deve chiarire molti aspetti. Giornali e programmi tv mandano in onda, a tutte le ore, le foto del profilo Facebook di Emanuele. Troupe e telecamere percorrono avanti e indietro la strada stretta di via del Convento. Ma la famiglia di Emanuele, fuori da quel cancello, non si è ancora mai vista. Troppo grande il dolore di mamma Lucia che piange un figlio andato via troppo presto e in un modo così atroce. Anche i fratelli, Francesco e Melissa (di 30 e 35 anni), non riescono a darsi pace. Papà Giuseppe ha fatto una rapidissima comparsa durante la fiaccolata di Tecchiena. Pochi minuti, giusto il tempo di vedere quanta gente ha voluto ricordare suo figlio. Quanti ragazzi e quante magliette con il suo nome hanno sfilato per le strade di quella contrada, dietro un enorme striscione con la foto di Emanuele che sorride. Lui, invece, è andato via piangendo.