La voglia di giustizia dopo il brutale omicidio di Emanuele Morganti non si placa: i fermi di Mario Castagnacci e Paolo Palmisani sono solo il primo tassello, ma ora l'intera popolazione si interroga sulle altre cinque persone indagate. Durante la conferenza stampa di ieri, infatti, il procuratore capo De Falco ha confermato che sono sette gli indagati, compresi i due al momento dietro le sbarre.

Le indagini proseguono dunque senza sosta da parte delle forze dell'ordine, affinché l'intero branco venga assicurato alla giustizia: a loro, per adesso, è contestato il solo reato di rissa, mentre i due ragazzi fermati sono accusati di omicidio volontario. Le riprese della telecamera di videosorveglianza presente a Piazza Regina Margherita vengono analizzate scrupolosamente per definire ulteriormente i dettagli del pestaggio, così come si prosegue con l'incrocio delle testimonianze e degli elementi probatori.

Tutto ciò al fine di definire con esattezza le responsabilità e il ruolo rivestito nell'aggressione da parte di ognuno dei cinque ancora a piede libero: il loro comportamento, nella maledetta notte tra venerdì e sabato, è sotto la lente di investigatori e inquirenti. Dall'esito di tale attività investigativa dipende l'eventuale trasformazione del capo d'imputazione che, dalla semplice rissa, potrebbe aggravarsi nel reato di concorso in omicidio, lesioni, omissione di soccorso o altro.

Ulteriori elementi chiarificatori potrebbero arrivare anche dall'autopsia sul corpo del ventenne che, stando ad alcune indiscrezioni, potrebbe svolgersi nella giornata di domani nell'obitorio del Policlinico Umberto I di Roma. Si attendono e si auspicano sviluppi nelle prossime ore.