Si è aperto ieri al Tribunale di Frosinone il processo scaturito dall'Operazione Vetus, l'indagine che consentì ai carabinieri di Ceccano di smantellare una rete di piccolo spaccio di stupefacenti sul territorio cittadino partendo da episodi risalenti al 2014. E il giudice Locoluso ha aggiornato il procedimento al prossimo 28 novembre dopo aver acquisito la trascrizione delle intercettazioni telefoniche con cui gli inquirenti hanno ricostruito i rapporti tra i protagonisti: i ceccanesi P. C. e C. G., l'arnarese F. M., la frusinate E. R., gli alatrensi A. S. e L. P. S., il giulianese L. L. e la settefratese M. V., difesi da un nutrito collegio difensivo composto dagli avvocati Tony Ceccarelli, Filippo Misserville, Mauro Roma, Luigi Tozzi, Marco Maietta e Giorgio Picchi.
Gli otto imputati furono rinviati a giudizio dopo l'udienza preliminare del 9 marzo 2016, quando i ceccanesi P. M. e D. C. patteggiarono e furono condannati, rispettivamente, a un anno e mezzo e tre anni e otto mesi di reclusione. Tra quelli ancora alla sbarra c'è chi riconosce di aver acquistato droga in passato ma non per venderla a terzi come sostiene l'accusa. E ieri i militari ceccanesi hanno relazionato al giudice sull'intera operazione che ha portato a sequestrare un discreto quantitativo di marijuana e, in alcuni casi, di cocaina rinvenuto in parte anche nelle fessure dei muri prossimi ad abitazioni.
Nuova udienza, dunque, tra otto mesi.