E' terminato da pochi minuti il sopralluogo presso il Miro Music Club del procuratore capo della Procura della Repubblica di Frosinone Giuseppe De Falco. All'uscita il magistrato si è trincerato dietro il più stretto riserbo. Incalzato dalle domande dei giornalisti, si è limitato a dire: "Lasciateci lavorare", ed è andato via, accompagnato dal comandante della Compagnia Carabinieri di Alatri Antonio Contente.

Quest'ultimo ha aggiunto che con lo stesso procuratore è stato fissato un aggiornamento nella giornata di domani per tracciare un ulteriore punto della situazione. L'ispezione del procuratore era finalizzata ad esaminare di persona la scena criminis e quindi l'eventuale presenza di prove utili all'inchiesta. Il locale resta sotto sequestro, mentre proseguono serrate le indagini volte ad identificare gli autori dell'aggressione che ha causato la morte di Emanuele Morganti.

Il Circolo Miro Music Club al microscopio della Magistratura. In questi minuti il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Frosinone Giuseppe De Falco sta effettuando un sopralluogo all'interno e all'esterno del locale, teatro del pestaggio che nella notte tra venerdì e sabato è costato la vita al giovane Emanuele Morganti. Il Magistrato, al suo ingresso, non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Ma è facile ipotizzare che la sua ispezione sia finalizzata ad esaminare personalmente la scena criminis al fine di verificare l'esistenza di elementi probatori utili alla chiusura delle indagini in corsa e, quindi, all'individuazione dei responsabili dell'omicidio.  

di: La Redazione

Il brutale pestaggio che è costato la vita al ventenne Emanuele Morganti potrebbe essere stato ripreso da una telecamera comunale di videosorveglianza. L'apparecchiatura, infatti, è posizionata a poche decine di metri dal luogo dell'aggressione, esattamente all'angolo estremo di Piazza Regina Margherita, dove si trovano i bagni pubblici.

L'esame delle immagini, acquisite e al vaglio di investigatori e inquirenti, potrebbe essere determinante per chiarire dinamica e responsabili dell'efferato delitto consumatosi nella notte tra venerdì e sabato ad Alatri, davanti al circolo Arci Miro Music Club. Dal comando di Polizia Municipale si conferma la presenza e la perfetta funzionalità dell'apparecchiatura, ma, a tutela delle indagini in corso, non si danno ulteriori informazioni in merito alle caratteristiche tecniche della telecamere e quindi al suo raggio d'azione. In sostanza, l'omicidio potrebbe essere stato ripreso tutto o in parte.

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Sarebbero nove, tre albanesi e sei italiani, le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Frosinone per la morte di Emanuele Morganti, il 20enne di Tecchiena di Alatri deceduto in seguito alle ferite riportate in un brutale pestaggio di cui è rimasto vittima venerdì notte all'esterno del Circolo Arci Mirò Music Club di piazza Regina, nel centro di Alatri. 

Sarebbe questa la notizia attesa da tutta la popolazione e arrivata da ambienti della magistratura. Gli inquirenti avrebbero formulato per tutti l'accusa di omicidio volontario e concorso in omicidio, a seconda del ruolo svolto nel brutale pestaggio costato la vita al giovane. 

A tali provvedimenti gli inquirenti sarebbero giunti dopo aver ultimato, tra la notte di ieri e la mattinata odierna, un altro giro di interrogatori delle persone a vario titolo coinvolte nell'aggressione e, in particolare, dopo aver stretto il cerchio proprio intorno ai nove poi finiti nel registro degli indagati. 

Tuttavia, nella tarda mattinata odierna, il maggiore Contente, comandante della Compagnia carabinieri di Alatri, rispondendo ai tanti giornalisti, locali e nazionali, che chiedevano novità, ha dichiarato: "Non posso confermare né smentire nulla. Al momento siamo ancora nella fase delle indagini preliminari e pertanto il silenzio è d'obbligo". 

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