Sette associazioni, in forma associata, hanno presentato, ieri mattina, le istanze di ammissione per l'assegnazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata e trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune di Ferentino.
Si tratta dei locali dove, stando alla denuncia presentata da una giovane, sarebbe avvenuta una violenza sessuale che vede rispondere dell'accusa sette rom, tutti arrestati e tuttora in carcere. Gli immobili, per i quali sono state presentate proposte progettuali sono due, rappresentati nell'elaborato come Immobile 1 (dimensioni di circa 260 mq) e Immobile 2 (dimensioni di circa 215 mq). Per una struttura sono stati consegnati sette plichi e per l'altra tre. Per ciascun bene immobile confiscato sarà redatta una graduatoria delle associazioni che hanno manifestato il proprio interesse, attraverso la presentazione di una proposta progettuale relativa alle attività che si intendono svolgere.
Con un primo avviso era stata fissata la scadenza a febbraio, ma a seguito di un sopralluogo è emersa un'incongruenza tra la consistenza degli immobili riportata in catasto (4 edifici) e la situazione reale dei luoghi dalla quale si evidenzia la presenza di 3 strutture, di cui 2 con caratteristiche abitative e un immobile con caratteristiche pertinenziali.
Gli immobili per i quali potranno essere presentate proposte progettuali sono due. Quei locali dove, a settembre scorso, sarebbe avvenuta una violenza di gruppo, erano stati confiscati alla criminalità organizzata da un decreto del Gip del Tribunale di Frosinone il 10 novembre 2006 divenuto irrevocabile con la sentenza della Corte di Cassazione il 5 febbraio 2008.
A novembre del 2011 il consiglio comunale di Ferentino votò una determina con la quale destinare gli immobili confiscati a finalità sociali in particolare ad azioni e programmi rivolti a soggetti svantaggiati.
Il bando, i cui termini, dopo la proroga sono scaduti ieri, era indirizzato a comunità anche giovanili, enti, associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti, associazioni di protezione ambientale, operatori dell'agricoltura sociale.
All'avviso hanno risposto sette associazioni della provincia.
Ora l'apertura dei plichi da parte della commissione che dovrà valutare i progetti e verificare tutte le procedure per l'assegnazione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata e trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune.