Quando è stato trovato, il corpo di G.M. era ormai senza vita. Si sarebbe impiccato nel carcere di Frosinone. Ma sin dalle prime battute - i fatti sono avvenuti qualche tempo fa - c'è stato qualche sospetto da parte degli investigatori, tanto che la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. La morte potrebbe essere avvenuta infatti per asfissia meccanica. E a quel punto il cappio sarebbe stato stretto attorno al collo quando l'uomo era già morto. A essere iscritto nel registro degli indagati Daniele Cestra, detenuto nel carcere di Frosinone per la condanna definitiva a 18 anni per l'omicidio di Anna Vastola, l'anziana uccisa a Borgo Montenero. Daniele Cestra era incaricato di assistere in carcere l'uomo trovato poi senza vita. «Un atto dovuto - commentano gli avvocati Angelo Palmieri e Sinuhe Luccone, difensori dell'indagato - da parte della Procura per effettuare gli esami necroscopici sulla salma».

La perizia ad oggi ancora non è stata depositata. Daniele Cestra è stato invece già interrogato dal pubblico ministero Vittorio Misiti. Su suggerimento dei propri legali si è avvalso della facoltà di non rispondere, forse in attesa, appunto, del deposito della perizia. Come si diceva, Daniele Cestra è detenuto a Frosinone per l'omicidio di Anna Vastola. Vicenda per la quale la verità giuridica è stata accertata. Cestra è stato condannato in primo grado a trent'anni di reclusione, con la sentenza che - impugnata dagli avvocati Angelo Palmieri e Sinuhe Luccone - è stata riformata in appello: la pena è stata ridotta a 18 anni. Nei mesi scorsi è arrivata infine la conferma della Cassazione.

I fatti sono avvenuti il 9 dicembre 2013 a Borgo Montenero, in una casetta in via don Giuseppe Capitanio. Daniele Cestra è entrato dal retro dell'abitazione per rubare. Ma - era ora di cena - si è trovato davanti l'81enne Anna Vastola che avrebbe iniziato a urlare. Un colpo di bastone alla testa, risultato fatale per l'anziana, il cui corpo è stato ritrovato il giorno dopo.