Rapinatori fermati e arrestati prima di colpire in una gioielleria a Tecchiena di Alatri. I dettagli nella conferenza stampa di ieri presso il Comando provinciale spiegati dal colonnello Giuseppe Tuccio, dal tenente colonnello Andrea Gavazzi e dal capitano del nucleo investigativo Antonio Lombardi. Ad essere bloccati dopo un mese di pedinamenti prima di colpire, Antonio Di Mario (34 anni) e Pasquale Cimonte (47 anni), entrambi di Ceccano, e Francesco Giovannini, quarantenne originario di Patrica. Per i primi due è scattato il fermo giudiziario emesso dal sostituto procuratore Montemerani, mentre per il terzo si è avuto l'arresto in flagranza. Sono responsabili di tentata rapina aggravata, furto, ricettazione, porto d'armi e resistenza a pubblico ufficiale.
L'operazione "Gemelli diversi"
Ad agire personale del reparto operativo - nucleo investigativo, con il supporto del nucleo elicotteri di Pratica di Mare e il personale delle Compagnie dei carabinieri di Alatri e Frosinone. Quanto avvenuto a Tecchiena è frutto di un'indagine partita dopo una rapina effettuata il 3 gennaio ai danni della tabaccheria Palmesi di Ceccano. In quella circostanza i carabinieri arrestarono il rapinatore, Antonio Di Mario (omonimo dell'arrestato di ieri) originario di Ceccano, classe '88, mentre sfuggì alla cattura il complice. E proprio dall'indagine su quest'ultimo, che risulterà essere il cugino dell'arrestato nel colpo a Ceccano, è emersa una vera e propria banda dedita alle rapine. Ebbene, l'operazione eseguita giovedì pomeriggio è il risultato dell'approfondimento investigativo di quel fatto che, oltre a consentire l'identificazione del complice, ha anche fatto emergere l'esistenza di un gruppo. I tre sono stati controllati in ogni loro minimo movimento per oltre un mese. Controlli che hanno permesso di ricostruire puntualmente sia la dinamica della rapina del 3 gennaio a Ceccano, con l'identificazione dell'altro complice, sia di captare in anticipo l'intento di mettere a segno un altro colpo e di monitorarne tutti i movimenti. I tre professionisti curavano ogni dettaglio: individuazione dell'esercizio commerciale, studio dello stesso con sopralluoghi; ricognizione delle strade di avvicinamento e fuga; impiego di autovetture rubate, oltre all'utilizzo di parrucche, occhiali da sole, berretti, sciarpe e guanti per il camuffamento.
A rovinare il piano i militari del Nucleo Investigativo che, con la Procura, hanno raccolto tutti gli elementi utili ai fini dell'emissione in via d'urgenza del provvedimento di fermo finalizzato a impedire che la rapina fosse perpetrata. I tre sono stati così bloccati. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati l'Alfa Romeo 147 celeste di proprietà di Di Mario e rinvenuta parcheggiata a circa un chilometro dalla gioielleria; la Fiat Uno di colore grigio, rubata a Roccasecca, uno scooter Malaguti modello Madison, e tutto l'occorrente, come una pistola, perfetta imitazione del modello Colt priva di tappo rosso, radio ricetrasmittente con collegato un auricolare e altro materiale. Gli arrestati sono stati condotti nel carcere di Frosinone.