Nuovi arrivi di profughi per Piedimonte San Germano e gli attivisti di Forza Nuova "Alta Terra di Lavoro" rispondono «basta». Non è la prima volta di polemiche per la presenza di migranti in città, la più recente è quella scoppiata in via Venezia dove si trova uno stabile che ospita dei rifugiati. Ora un nuovo caso. Al momento non c'è ancora nulla di confermato ma «dalle prime indiscrezioni ne dovrebbero arrivare anche altri 50 e si vocifera che potrebbero trovare alloggio in un'immobile tra viale Decorato e Tiziano», spiega il responsabile della sezione di Forza Nuova" Alta Terra di Lavoro", Pasquale Spiridigliozzi.

Ed è proprio il responsabile di Fn a lanciare il grido d'allarme: «È ora che i pedemontani inizino a farsi rispettare.Quelle persone che stanno facendo business sull'immigrazione devono capire che la popolazione è esausta. Non bastano quelli che già ci sono - precisa il responsabile locale Spiridigliozzi - ne arriveranno altri. Questo business deve finire.Non siamo contro gli immigrati, siamo contro il business. I cittadini sono con noi e tantissimi si sono già uniti alla nostra lotta». Una situazione contro laquale il partito è già sceso in piazza in più occasioni. Quello più eclatante a Cassino quando la sezione "Alta Terra di Lavoro" invase le strade con fumogeni e uno striscione diretto e chiarissimo: «Refugees not welcome!».

«Poniamo l'attenzione su una situazione che è sfuggita completamente di mano - aveva commentato Spiridigliozzi - Questa gestione dei flussi migratori, "gettati" letteralmente nel contesto urbano senza un minimo controllo o una pianificazione pregressa, deve cessare. I cittadini sono stufi di dover accettare le imposizioni di governi che tutto fanno meno che occuparsi delle reali priorità di cui essi necessitano: i nostri interessi, quelli di noi italiani, vengono del tutto ignorati, mentre c'è un gran movimento di fondi e impegno profusi per occuparsi della speculazione sulle vite di povera gente in cerca di fortuna. Dire che siamo solo stufi è riduttivo: siamo letteralmente incazzati neri».