Troppi profughi egiziani - minori non accompagnati - che bussano alle porte della città in cerca di un'accoglienza che trovano sempre e comunque! I numeri dall'inizio del 2017 iniziano a insospettire tutti. E i servizi sociali si sono visti costretti a inserire una cifra astronomica in bilancio che pesa quanto un macigno per un settore, a questo punto, a rischio default. Ora nel mirino ci sono anche le cooperative che, talvolta, non denunciano la scomparsa degli immigrati minorenni, provocando un enorme "spreco" per le casse pubbliche ma anche l'ipotesi che dietro questo aumento esponenziale di minori non accompagnati si possa nascondere una regia.

La complessa vicenda

L'escalation è graduale. Nel 2016 iniziano a manifestarsi i primi sintomi del problema. Sempre più minori citofonano al Commissariato o al Comune, dopo la fuga dalle cooperative della zona, della provincia, dell'Italia intera. L'assessore Leone viene svegliato anche in piena notte e deve provvedere a trovare una sistemazione. I costi, per ognuno dei ragazzi, si aggirano tra i 60 e i 100 euro al giorno per un totale di circa 960.000 euro spesi lo scorso anno. Di questi solo 400.000 euro sono stati rimborsati dallo Stato, il resto lo ha dovuto erogare l'Ente. Quest'anno, nel previsionale, si è già dovuta ipotizzare la cifra tonda di un milione di euro.

«No, sarà probabilmente un milione e duecento mila euro», rincara il sindaco. Proprio perché i "profughi" aumentano ogni giorno. Se nel 2016 sono stati una quarantina, da gennaio ad oggi sono sbarcati a Cassino già trenta minori non accompagnati. E quasi tutti egiziani. Doppio sospetto, sui numeri già così alti e sulle origini.

Il terribile sospetto

Ecco perché inizia a farsi strada l'idea che possa esserci una cabina di regia o, forse, un informatore in grado di veicolare notizie legate al "benessere" nella città di Cassino. Impossibile non porsi l'interrogativo. Perché non si fermano altrove? «Siamo allarmati dai dati del 2017 - ha ribadito l'assessore Benedetto Leone ieri - è necessaria la sinergia con le forze dell'ordine per far capire a chiunque possa essere dietro a questa presenza massiccia di minori egiziani che ci sono i controlli». Di recente, una scena ha fatto riflettere. Un minore egiziano viene accompagnano al Comune da un adulto e, quando si accorge di essere stato notato, fugge via. E a domanda diretta su quella presenza, vaghe sono state le risposte del ragazzino. Anche il sindaco Carlo Maria D'Alessandro vuole vederci chiaro: «Una cabina di regia? Ho il timore che ci possa essere. La cosa mi preoccupa per il futuro perché vuol dire che quelle spese vanno a lievitare in un bilancio che è tutt'altro che florido. Inoltre, abbiamo chiesto alle forze dell'ordine, che già controllano a 360 gradi, di fare una verifica fino ai parenti di quarto grado.Se nel territorio nazionale c'è una figura simile, c'è l'obbligo di prendere il minore in custodia».

Quelle mancate denunce

Quando la cooperativa da cui provengono i "fuggiaschi" denuncia l'assenza del minore, allora è tutto più facile. Il nominativo compare nella banca dati dell'immigrazione e si provvede, una volta rintracciato, a riportarlo "a casa" entro i cinque giorni dalla fuga o alla nuova collocazione. E quando non c'è la denuncia? Il percorso è in salita, senza nome né schedatura è una caccia al tesoro. Dove ci si confonde, spesso! Quello che è certo è solo il doppio aggravio per le casse statali. Si continua a pagare la coop che dovrebbe denunciare la scomparsa mentre l'Ente che colloca il minore paga a sua volta - con il contributo dello Stato - la nuova struttura di accoglienza. Anche per i minori arrivati a Cassino è capitato, più volte, di non avere alcuna denuncia da parte della struttura di appartenenza. Come è accaduto, ma in misura assolutamente minore, di avere dei minori appena sistemati che scappano senza che le cooperative abbiano segnalato al Comune. «Ci sono quelli che denunciano e quelli che non denunciano. Ma è un problema non solo locale ma nazionale». Conclude il sindaco che sulla vicenda mantiene la guardia alta. Intanto sono al vaglio delle autorità i risultati dell'ispezione di qualche giorno fa tra Polizia, Asl e servizi sociali in alcune strutture per l'accoglienza del territorio.