Sempre più adolescenti a Cassino e nel Cassinate sono dipendenti dall'alcol. E lo sono più le ragazze rispetto ai ragazzi. Il 25% dei giovanissimi affetti oggi da una vera e propria dipendenza da alcolici e superalcolici, rispetto allo scorso anno e per la stessa fascia d'età presa in considerazione (dai 15 ai 20 anni), è rappresentato dal gentil sesso. La situazione fotografata dal Secondo Rapporto sulla condizione giovanile nella città di Cassino del 2016, integrata con gli studi quotidiani sul campo di Exodus e dell'Osservatorio Disagio-Dipendenze istituito presso l'Università, non lascia alcuna speranza. Cassino, purtroppo, ricalca perfettamente i dati nazionali, quelli che raccontano di un disagio spesso correlato all'uso smodato di alcolici già a 15 anni. Gli stessi dati che hanno fatto scattare un campanello d'allarme nell'Organizzazione mondiale della Sanità.

La crescita delle dipendenze

Rispetto al Primo rapporto sulla condizione giovanile, quello stilato nel 2013, i dati numerici parlano chiaro: oggi il 44,9% di giovani dai 15 ai 20 anni ammette di fare uso di alcolici «ma solo il sabato sera»: un dato significativo, che racconta due cose fondamentali. La prima è che in relazione allo stesso campione di riferimento (719 soggetti a cui sono state somministrate 43 domande chiuse o semi-chiuse) la maggior parte considera l'assunzione di alcol nel weekend inoffensiva, non riconoscendo di fatto la dipendenza e il pericolo invece presenti. La seconda, dopo un raffronto con il Primo Rapporto giovanile, racconta anche di un aumento del 10% di ragazzini che bevono soprattutto di sabato. Nel 2013, il dato relativo al binge drinking - ovvero il bere esclusivamente per ubriacarsi - risultava in controtendenza con la media nazionale. Oggi, invece, non è più così. E a farne le spese sono soprattutto le "piccole donne".

«Abbiamo aperto il primo incontro del corso di formazione dei docenti sul disagio giovanile proprio su questo tema - ha spiegato Marisa Del Maestro, psicoterapeuta e coordinatrice delle attività di prevenzione di Exodus nonchè docente del corso - perché i dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità rispecchiano quello che vivono i nostri ragazzi. L'aumento del disagio è del 15-20% in più quando si parla, sempre nella fascia che va dai 15 ai 25 anni, dell'uso di cannabis insieme all'alcol; dal 10 al 15% di depressione giovanile; dal 5 al15% di disturbi d'ansia compresa quella da prestazione; dal 2 al 3% di disturbi alimentari; dal 3 al 5% di casi di personalità borderline. Saper individuare i diversi problemi e i segnali vuol dire aiutare i ragazzi prima che diventino dipendenti».

Ragazze in difficoltà

Tra i casi affrontati quando parliamo di disagi e dipendenze il dato oggettivo è l'aumento di ragazze rispetto ai loro coetanei. E questo lo si può facilmente notare anche passando un sabato sera al Pronto soccorso. Anche tra gli 8 ragazzi portati in ospedale durante il Carnevale di Pontecorvo per ubriachezza, a finire in coma etilico è stata proprio una giovanissima. Sempre più spesso, poi, le ragazze tendono a sperimentare: come affermato dagli esperti del settore l'aumento della percentuale di "quote rosa" in questa analisi è legato proprio alla loro voglia di provare mix devastanti tra alcol, farmaci e droghe, non percependo questo come un comportamento a rischio. Né valutando l'associazione con altri fattori di rischio come possibili influenze negative sulle abilità sociali e sul loro sviluppo cognitivo ed emotivo.