Violenza di gruppo nella villa confiscata a Ferentino, martedì si procederà con l'incidente probatorio. La vittima per la prima volta sarà chiamata al riconoscimento degli imputati. Due stanze, separate da un vetro, un confronto all'americana. Da una parte ci saranno gli arrestati, insieme a "distrattori", dall'altro la ventenne che all'inizio dello scorso settembre, stando alle accuse, venne condotta con l'inganno in un casolare a Ferentino e violentata da sette uomini di origine rom, tutti arrestati. Ovviamente non sarà un faccia a faccia. Soltanto la giovane potrà vederli attraverso un vetro. Prima del riconoscimento, alla ragazza, che vive in un paese della provincia di Frosinone, sarà chiesta una descrizione dei presunti violentatori. Nei mesi scorsi c'è stato, inoltre, il conferimento dell'incarico, disposto dalla procura di Frosinone, a una società informatica di Roma di analizzare i telefonini degli arrestati. In precedenza erano stati incaricati i Ris di ulteriori accertamenti. Erano stati effettuati prelievi del Dna sulla vittima e sugli stessi indagati, come pure i carabinieri avevano proceduto a repertare tracce biologiche all'interno del casolare dove, secondo la denuncia, si è consumata la violenza.