Erano anni che il figlio li maltrattava. Una violenza non solo fisica, gesto deprecabile, ma anche psicologica e verbale. Li insultava, li aggrediva e pretendeva da loro tutti i soldi. L'uomo, un quarantottenne, fin da ragazzo aveva dimostrato un'indole particolare e la sua dipendenza dalle sostanze stupefacenti lo aveva segnato fin dalla gioventù. Circa tre anni fa, uscito dalla comunità di recupero per tossicodipendenti, aveva portato con sé la fidanzata, una ventisettenne frusinate. Una coppia di anziani coniugi, stanca delle violenze continue e ripetute poste in essere dal figlio e dalla compagna 27enne di lui, in seguito alle insistenti richieste di denaro necessario all'acquisto di sostanze stupefacenti, decide di sporgere querela presso il Commissariato cittadino.

Sin da subito, però, il ménage familiare si è rivelato insostenibile. I genitori ottantenni hanno descritto agli agenti del Commissariato di Cassino coordinato dal vice questore Alessandro Tocco, numerosi e gravi episodi di violenza fisica, psichica e verbale. I due venivano obbligati a consegnare alla giovane coppia soldi per l'acquisto di sigarette e psicofarmaci. Negli ultimi giorni gli interventi effettuati dalla polizia presso l'abitazione dei due anziani coniugi sono aumentati in maniera consistente. Ormai esauste, le due vittime hanno deciso di chiudere le porte della loro abitazione a figlio e nuora, preoccupate per la loro incolumità fisica. Una decisione che li ha portati a ricevere da parte della turbolenta coppia anche minacce di morte.

Fatto grave che ha reso necessario l'ennesimo intervento delle forze dell'ordine. Da accertamenti effettuati è emerso che la giovane donna si era già resa responsabile di atti di violenza. Il quarantottenne aveva pregiudizi, accusato dei reati di furto, violazione della legge sugli stupefacenti, evasione, possesso ingiustificato di valori, danneggiamento, maltrattamenti in famiglia, ed era stato sottoposto alla misura di prevenzione dell'avviso orale dello scorso mese di febbraio a causa della sua spiccata pericolosità sociale. Una vita infernale quella vissuta nell'abitazione di Cassino. Gli altri figli dell'anziana coppia sapevano che le cose andavano male, ma non avevano mai compreso la gravità della situazionee un po' per paura di quel fratello aggressivo, un po' per non entrare nella dinamica di violenze, non lo avevano mai denunciato. A farlo ci hanno pensato i genitori, vittime non solo degli abusi del figlio e della compagna, ma anche di quel profondo amore che solo una madre e un padre possono provare nei confronti del figlio che hanno messo al mondo. L'uomo e la donna sono stati denunciati per maltrattamenti in famiglia e violenza privata.