Mentre le indagini entrano nel vivo, con i primi interrogatori, il personale dell'Università di Cassino attende alla finestra con trepidazione. Dopo la scoperta dei contributi previdenziali non versati tra il 2011 e il 2014, quando era rettore Ciro Attainaese, dipendenti e docenti vogliono vederci chiaro.

La richiesta

In questa direzione va la missiva indirizzata dalla Cisl-Università al direttore generale Antonio Capparelli nella quale chiede di sapere, e vedere con assoluta certezza, tutti gli F24 versati ai fini dei contributi previdenziali dal 1990 al 2011. Questo anche perché - seppur nessuno lo dica ufficialmente - un'altra strada che si potrebbe percorrere per ripianare il debito e fare un mutuo quindi più sostenibile, potrebbe essere il prepensionamento di dipendenti e docenti vicini alla fine della carriera lavorativa. Ma, ovviamente, l'ateneo e tutto il personale deve essere apposto con i contributi previdenziali.

Le posizioni

Intanto gli inquirenti vanno avanti nel loro lavoro per scovare gli eventuali responsabili che hanno provocato il buco da oltre 30 milioni di euro nelle casse dell'Unicas in quanto tra il 2011 e il 2014 i contributi sono stati versati a singhiozzo. Per Attaianese, rettore all'epoca dei fatti, si tratta di «un macroscopico errore dell'Inps».

Trequattrini, che era il suo delegato al bilancio ha affermato di volersi dimettere «per gli articoli di stampa ma è assolutamente estraneo a qualunque manovra poco chiara che potrebbe essere stata fatta». Silenzio di tomba da parte dei due ex direttori generali dell'epoca: Farenti e Simeone.

Su tutto doveva sorvegliare il collegio dei revisori dei conti ma in nessun loro verbale vie- ne fatto notare che nelle partite di giro e nei residui passivi si stava creando un debito sempre più grande. Non hanno mai intimato l'alt ai bilanci. Perché? Poca accortezza o c'è del l'altro? Interrogativi a cui ora i diretti interessati - anche i dipendenti che materialmente avevano il compito di versare gli F24 - dovranno rispondere, non appena saranno convocati dalla Finanza che sta indagando sul caso. «L'opinione pubblica cercava un capro espiatorio della vicenda e l'ha trovato in me», ha tuonato con rammarico l'ex delegato al bilancio e già vicario di Betta Raffaele Trequattrini.

Ma attorno al docente di Economia fanno quadrato gli studenti di "Primavera Studentesca". L'associazione in una nota mostra vicinanza al professore e spiega: «L'associazione Primavera Studentesca apprende con rammarico e dispiacere la notizia delle dimissioni del professor Raffaele Trequattrini, da sempre esempio di onestà e punto di riferimento per tutti gli studenti. Con la speranza che possa presto chiarire la sua estraneità ai fatti e tornare sui suoi passi ci auguriamo che questo difficile momento per il nostro Ateneo non sia preso da alcuni come pretesto per stupide lotte intestine».

Lotte intestine, magari no. E se ci sono passano in secondo piano di fronte alla mole debitoria. Ma amarezza tanta. Perché nei corridoi dell'ateneo la tensione si sente. Ed è innegabile. Soprattutto tra i dipendenti che lavorano, da anni, fianco a fianco. La voglia di avere finalmente un quadro chiaro e di ottenere le risposte ai mille interrogativi è predominante in questo momento