È bufera sulla versione pornografica del film "La Ciociara". La fiction hard del capolavoro di Vittorio De Sica, interpretato magistralmente da Sophia Loren e ispirato al romanzo di Alberto Moravia, è finito nel mirino di Emiliano Ciotti, presidente dell'associazione "Vittime delle Marocchinate". Il caso, grazie all'intervento della senatrice Spilabotte, approda in Parlamento. L'esponente Dem ha predisposto un intervento urgente per chiedere la sospensione della pellicola, facendo notare che rappresenta un'offesa verso il territorio e verso tutte le donne.
Dura anche la presa di posizione dell'associazione Vivi la Ciociaria. «Il porno sulle donne marocchinate liberamente ispirato a "La Ciociara" di Moravia e frutto delle fatiche del regista Mario Salieri, è solo la punta dell'iceberg della mancanza di giustizia che vide le vittime delle violenze risarcite in minima parte e con notevole ritardo e ben pochi aguzzini assicurati alla giustizia militare. Ma le colpe sono da ritrovarsi anche nell'anonimato piovuto su questa nostra terra ciociara. Troppo bassa la voce e mancanza di intenti unici nei nostri rappresentanti di ieri, quelli di tutto il Basso Lazio, nel richiedere rispetto, giustizia e memoria di quelle donne vittime di bestie immonde portate alla capezza dai propri comandanti francesi. Non sappiamo cosa sia passato per la testa di Mario Salieri e non riusciamo nemmeno a comprendere bene come una donna, benché attrice e quindi pagata per farlo, possa accettare di offendere il ricordo di altre donne violentate. Forse è solo la mancanza di conoscenza di un dramma, perché nessuno penserebbe mai di girare un porno sulla Shoa o sulle Foibe! Ci schieriamo fin da subito con l'Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate che in queste ore sta chiedendo lo stop alla proiezione e promozione del film .A difesa di questa terra e della nostra storia».

Intanto gli attivisti di CasaPound si dicono pronti a bruciare la pellicola nel caso non venisse ritirata. «Il lavoro di censori e di bacchettoni di solito spetta ai nostri nemici e nei nostri confronti, e non il contrario, ma questo film è un atto indegno e l'ennesimo oltraggio alla nostra terra, la Ciociaria, e alla nostra storia – dichiara Fernando Incitti - se le istituzioni e la politica non faranno il proprio dovere, procedendo a far ritirare il film, siamo pronti ad andare sul posto ed a bruciare tutte le copie. E non scherziamo».