«Onore ai caduti della repubblica sociale italiana e dell'alleato germanico. Siamo ritornati, il nostro fuoco covava sotto la cenere, la fiamma ormai è alta: giuriamo sul nostro onore che arriveremo fino al potere, costi quel che costi. Il popolo sovrano lotterà con noi, lotta di popolo, il popolo unito non sarà mai vinto: Italia proletaria e fascista, in piedi! Lotta di popolo: rivoluzione, rivoluzione!».

Sembrano slogan del ventennio fascista e invece sono stati pronunciati solamente l'altro ieri, al cimitero tedesco, in occasione di un raduno degli estremisti di destra con il leader provinciale Nello Santoro e il coordinatore locale Michele Vacca. Ad accompagnare il tutto, foto e video della commemorazione con tanto di saluto romano, il gesto noto per essere stato utilizzato dal regime fascista italiano e dal regime nazista tedesco nella prima metà del Novecento.

Tanto basta, dunque, per scatenare un'accesa polemica sui social dopo che le foto e i video sono diventati virali. Ma loro, gli ultras di destra, non si sono scomposti. Neanche un mezzo passo indietro. Semmai un altro in avanti. Difatti ieri pomeriggio hanno bissato il saluto romano in pieno centro a Cassino in occasione della manifestazione con il gazebo lungo Corso della Repubblica con il quale hanno promosso il movimento "Fascismo e libertà-partito socialista nazionale". Una iniziativa, anche questa, che ha fatto discutere il mondo politico visto che sono passate solamente poche settimane dall'altro episodio del saluto romano dinanzi al monumento di piazza De Gasperi.

Oltre che il dibattito politico, della questione si stanno interessando anche i carabinieri della Compagnia di Cassino e non sono esclusi sviluppi in tal senso. Ma a gettare acqua sul fuoco ci prova però il sindaco D'Alessandro che per non dare adito e importanza a tali iniziative, preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione. Sintetizzando il sempre valido detto che "il maggior disprezzo è la noncuranza", spiega che «basta ignorare questi soggetti per non creare polemiche». Ma dopo un weekend all'insegna delle icone fasciste, la polemica è difficile da fermare. Tanto più in una città martire.