Si apre oggi una settimana decisiva per l'Università di Cassino. Sicuramente cruciale per il futuro dell'ateneo dopo che si è scoperto il maxi buco da oltre 30 milioni di euro per i contributi Inps non versati tra il 2011 e il 2014. Soldi che l'ateneo deve pagare al più presto ricorrerendo ad un mutuo che sarà perlomeno trentennale, forse anche di più: fino al 2050 l'Unicas sarà, insomma, indebitata. Su questo punto domani il rettore Betta farà il punto con il ministro dell'Istruzione e dell'Universutà Valeria Fedeli al Miur. Poi, di ritorno da Roma, nel pomeriggio al Campus incontrerà gli studenti. La situazione è grave, inutile nasconderlo. Trovare prima una banca che eroghi il mutuo e poi sottrarre ogni mese dal bilancio – per 30 lunghi anni – oltre 100.000 euro, non è certo la cosa più facile del mondo. La Cisl con Cuzzi si è già detta disponibile a rinunciare alle indennità.

Si parla di tagli, insomma. Ma una cosa per il presente è certa. E Betta lo anticipa agli studenti alla vigilia dell'incontro: «Non ci sarà alcun aumento delle tasse». Questo è il presente e il futuro. Ma, inevitabilmente, ogni giorno si ragiona anche al passato. Sul come sia stato possibile accumulare questo debito nei bilanci. Tra il 2011 e il 2014 il rettore era Ciro Attaianese, il delegato ai tributi Raffaele Trequattrini, poi confermato anche da Betta. Ma, ormai, la sua poltrona traballa ogni giorno di più e nel vertice che i due avranno stamane al rettorato, potrebbero venir fuori o la presentazioni delle dimissioni o la sollevazione dall'incarico. Questioni di ore, dicono i ben informati.

Poi,nei prossimi giorni, si potrebbero avere sviluppi sulle indagini che stanno portando avanti sia la Corte dei Conti che la Magistratura. Ma intanto il rettore Betta ha avviato un'inchiesta interna. Dai primi "interrogatori" informali della commissione interna era spuntato il nome dell'ex rettore e dei due ex Dg. Ma la scorsa settimana – secondo quanto trapela nei corridoi del rettorato – dall'indagine sarebbero poi venuti fuori anche i nomi di alcuni dipendenti e funzionari che sarebbero stati a conoscenza del fatto che non si pagassero i contributi. Verità che ovviamente dovranno accertare gli inquirenti, che difatti stanno indagando.